Connazionali rapiti. “La vita di un uomo vale molto di più della ragion di Stato”

<strong>Connazionali rapiti</strong>. “La vita di un uomo vale molto di più della ragion di Stato”
Connazionali rapiti

Gli italiani all’estero sono sequestrati più di altri di nazionalità diverse perché il governo di Roma tratta e paga per il rilascio degli ostaggi. Invece altri Paesi come Inghilterra, Francia e Germania non vogliono cedere al ricatto e mettono a repentaglio la vita dei rapiti. E’ questa la prima distinzione da fare. Poi capita che in Nigeria ci siano due ostaggi, uno italiano e uno inglese, e che il governo britannico mandi le sue maldestre «teste di cuoio» con il risultato che i due prigionieri vengono uccisi dai loro carcerieri, presumibilmente legati ad Al Qaida. Chi ha ragione? L’Italia o Gran Bretagna, Francia e Germania? Penso che sia l’Italia ad agire meglio degli altri privilegiando la vita degli ostaggi e non il costo delle transazioni. Diceva Sciascia, a proposito di Moro, che «la vita di un uomo vale molto di più della ragion di Stato».

C’è poi il fatto imbarazzante che Londra ha ordinato ai suoi reparti d’assalto di muoversi avvisando il governo italiano solo all’ultimo momento, quando non c’era più modo di fermare l’operazione. E questo significa che Londra se n’è infischiata che uno dei due ostaggi era un italiano, mancando di rispetto al nostro governo che tra l’altro era in fase di trattativa con i rapitori.

Scrive su «La Stampa» Lucia Annunziata: «Il premier Monti (e noi italiani con lui) deve preoccuparsi di un imprevisto pericolo: il rischio che una delegittimazione della sua leadership arrivi proprio da quei leader europei che finora lo hanno lodato, sostenuto e celebrato. L’Italia che sta faticosamente risalendo il pozzo della mancanza di credibilità in materie economiche, viene lasciata amaramente sola proprio dall’Europa, in due gravissime crisi internazionali in cui si è ritrovata intrappolata». Cioè l’uccisione del tecnico Franco Lamolinara in Nigeria e l’arresto dei due marò in India. Nel primo caso è lo schiaffo inglese che brucia (ma anche Londra deve pentirsi del fallimento dell’attacco), nel secondo, quello dei marò, ci sono in ballo interessi enormi, perché quei fucilieri non sono lì soltanto per la difesa delle navi, ma per un accordo internazionale per il controllo della navigazione mondiale. Un tratto di mare dove ha messo piede la Cina con basi a Gibuti, Oman e Yemen e non ci risulta che i pirati, da chiunque siano gestiti, attacchino portacontainer cinesi.

Lucia Annunziata chiude così la sua riflessione: «Che l’Europa faccia finta che la questione riguardi solo l’Italia è ridicolo e offensivo. E anche se le questioni di politica estera nel nostro Paese sono sempre sottovalutate, questo è esattamente il caso di prestare la massima attenzione».

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