La proposta. Lampedusa merita il Nobel per la Pace

La proposta. Lampedusa merita il <strong>Nobel per la Pace</strong>

Claudio Baglioni ci aveva pensato nel 2009, e anche oggi sarebbe d’accordo: il Nobel per la Pace doveva andare all’isola di Lampedusa. Perché lì, in quell’isola, l’accoglienza dei rifugiati era davvero una realtà. È una proposta che ha ripreso vigore anche oggi.

sicilia lampedusa sbarchiDopo la visita di Papa Francesco, si sente la necessità di dare un segnale. Perché le parole del Papa, il suo attacco alla «globalizzazione dell’indifferenza» non potevano lasciare indifferenti.

“Avvenire” ha rilanciato l’idea del Nobel per la Pace alla piccola isola, e subito due senatori siciliani di entrambi gli schieramenti si sono detti a favore. Sostiene la possibilità di una candidatura Renato Schifani, del Pdl, già presidente del Senato. Perché a Lampedusa si verifica un «amore per il prossimo senza precedenti».

E perché i lampedusani «hanno dimostrato grande civiltà nell’accettare che la loro isola venisse quasi occupata da migliaia di persone disperate che rischiano la vita per ottenere una libertà e una migliore condizione di vita in un territorio diverso dalla loro terra».
Una candidatura che permetterebbe di raggiungere due obiettivi. Da una parte, quello di puntare l’attenzione sul fenomeno migratorio. Non è solo nell’interesse dell’Italia. E’ nell’interesse dell’Europa. Dall’altra, quella di mettere in luce come la pace derivi anche dall’accoglienza dell’altro.

Raccontano che già negli anni Cinquanta a Lampedusa poteva succedere di sentire bussare alla porta e trovarsi improvvisamente davanti un tunisino che aveva fatto la traversata in mare.
E già allora si parlava di una possibile emergenza immigrazione, che è poi cresciuta con gli anni. In quella striscia di terra dove Papa Francesco ha gettato una corona di fiori sono morte in 30 anni quasi ventimila persone.

Nel riproporre la candidatura per il Nobel per la Pace, Avvenire, il quotidiano dei vescovi, sottolinea che «quello ai cittadini dell’isola sarebbe, perciò, certamente un Premio Nobel per la Pace giustificato. Un Nobel “comunitario”, eloquente, emblematico e altamente educativo».

Sarebbe ancora più eloquente se il Nobel venisse assegnato quest’anno, succedendo all’Ue premiata nel 2012 cui il sindaco Giusi Nicolini inviò una drammatica lettera lo scorso febbraio.

«Sono indignata – scriveva, dopo aver ricordato le stragi in mare – dall’assuefazione che sembra avere contagiato tutti, sono scandalizzata dal silenzio dell’Europa che ha appena ricevuto il Nobel della Pace e che tace di fronte ad una strage che ha i numeri di una vera e propria guerra. Sono sempre più convinta che la politica europea sull’immigrazione consideri questo tributo di vite umane un modo per calmierare i flussi, se non un deterrente. Ma se per queste persone il viaggio sui barconi è tuttora l’unica possibilità di sperare, io credo che la loro morte in mare debba essere per l’Europa motivo di vergogna e disonore».

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