La liberalizzazione del mercato tra Ue e Marocco preoccupa le aziende agricole siciliane

<strong>La liberalizzazione del mercato tra Ue e Marocco</strong> preoccupa le aziende agricole siciliane
Accordo Ue-Marocco. Quali sono i risvolti?

Il Marocco sfiderà la tenuta sui mercati delle produzioni agrumicole e orticole in Sicilia. Dal 1° ottobre della scorsa settimana, infatti, è entrato in vigore il nuovo accordo di liberalizzazione degli scambi di prodotti ortofrutticoli e ittici tra l’Unione europea e il Regno del Marocco. L’accordo, siglato lo scorso febbraio con il parere favorevole del Parlamento Europeo (pur con molti voti contrari, provenienti in particolare dagli eurodeputati di Italia, Spagna e Grecia, i paesi più esposti in termini commerciali agli effetti dell’accordo), prevede che i dazi doganali, per i prodotti in entrata/uscita dai rispettivi mercati, siano gradualmente ridotti per le esportazioni europee, e aboliti quelli sulle importazioni dal Marocco.

Questo accardo, in parole povere, sigla un’altra pesante batosta per il settore agricolo. Infatti da un lato, verranno favorite le merci africane di facile accesso economico per i paesi europei, e da un lato verranno deprezzati, con ovvi riscontri negativi, i prodotti provenienti dai paesi del Mediterraneo europeo.

Che fine faranno i riconoscimenti delle indicaizoni di qualità (Igt e Igp dei prodotti europei, e italiani nello specifico? Con una quantità di prodotti agroalimentari maggiore, infatti, c’è il rischio che le eccellenze come l’Arancia Rossa di Sicilia e il Limone di Siracusa, possano venire soppiantati da equivalenti di qualità nettamente inferiore, ma economicamente concorrenziali.

Il dimezzamento dei prezzi delle merci europee porterà alla fine, progressiva e inesorabile, del mercato ortofrutticolo siciliano?

 

Giacomo Lanzarone

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