Tamuna calda band siciliana. Sicily World Music

<strong>Tamuna</strong> calda band siciliana. Sicily World Music

Intervista alla band palermitana Tamuna, espressione pluralista di generi musicali e guardiana del dialetto siciliano che sta registrando il suo primo album “Sicily Word Music”, in uscita a fine anno, con il singolo “Ciuscia” e dieci nuovi brani.

Tamuna

domanda) Quando vi ho contattato via e-mail mi avete risposto firmandovi Tamuna, senza utilizzar il nome del singolo che effettivamente aveva scritto, questo è un segnale forte, questo mi fa capire che come band siete uniti, a proposito di questo, mi sembra logico iniziare chiedendo di presentarvi.

risposta) Ciao a tutti i lettori di Tempi e Terre! Noi siamo i Tamuna e siamo felici di poter dare un piccolo contributo con la nostra musica. Più che una band ci identifichiamo come una banda, ma della pace. Per noi non conta il singolo ma il gruppo, l’unione e la collaborazione come obiettivo e forza per creare sempre nuova musica. Crediamo che le disuguaglianze sociali partano proprio dal differenziare l’importanza del singolo, trascurando l’aspetto di unione come energia superiore. Ecco perché ci firmiamo Tamuna (Marco Raccuglia, Giovanni Parrinello, Charlie Di Vita, Manlio Messina e Ciccio Baldizzi).

 

domanda) Certo il vostro non è un nome usuale, ho scoperto che Tamuna dal giorgiano, significa la PACE, per voi cos’è la pace, forse uno spazio dove vi ritrovate a far musica o che altro?

risposta) Tamuna, perchè la nostra musica è la pace che cerchiamo giorno dopo giorno, il bisogno di far parte di una squadra, di vincere insieme, di difendere la nostra terra i nostri colori la nostra dignità. I popoli che hanno colonizzato la Sicilia lasciarono sonorità e ritmi tra i più svariati, noi li utilizziamo come su un quadro con un miscuglio di colori. Non esiste un solo sinonimo di pace, pace vuol dire tante cose. Per noi è il sapore della nostra musica.

 

domanda) I Tamuna scrivono i propri testi, la propria musica, utilizzano un mix di lingue (italiano, inglese,siciliano) e si fanno influenzare dal pop, blues e reggae. Si può dire che vi ponete come uomini siculi al centro del mondo. Ma in verità chi è la vostra guida musicale?

risposta) Più che farsi influenzare dal pop, cerchiamo di influenzarlo. A parte alcune isole di buona musica come Jovanotti o i Negroamaro, il pop di oggi non ci piace, sembra finto e privo di contenuto, in Italia. Nel resto del mondo invece, artisti come Ben Harper, Jamiroquai, U2, sono riusciti ad inserire nel Pop “Internazionale” concetti di musica e di pace ben più ampi. Uomini siculi al centro del mondo si, ma con rispetto verso i grandi della musica da cui noi prendiamo ispirazione.

 

domanda) Ogni artista ha un suo vezzo, una sua scaramanzia prima di salir sul palco ed esibirsi, il vostro qual’è?

risposta) Non siamo scaramantici o perlomeno esiste un pensiero, che è presente nella testa di tutti prima di salire sul palco, dov’è Charlie? Ci guardiamo intorno e ci facciamo questa domanda perché spesso lui ci fa stare col fiato sul collo. Dunque saliamo sul palco, salutiamo il pubblico e come d’incanto lui, il chitarrista rock per eccellenza, è li accanto a noi. Più che un rito è un vezzo, tutto suo.

 

domanda) Mi ha colpito molto il vostro pezzo “Ciuscia”, ascoltando il brano, semplice ma d’impatto con un sound avvolgente, è inconfondibile il vostro esser siciliani, si percepisce il racconto di una delle tante notti d’estate movimentate dallo scirocco. Come mai, in un periodo dove tutti scappano via dalla nostra terra a cercar fortuna, siete rimasti a Palermo a fare cultura e sentir ancora “LU VENTU DI LA NOTTI” e “LI SPIFFIRI CA CI SUNNU NTA STI FINESTRI” ?

risposta) Come singolo del nostro primo disco “Sicily World Music”, abbiamo scelto Ciuscia perché è il brano che, al momento, rappresenta di più la nostra musica. Semplicità di parole, racconti magici, elfici, mischiati con la musica popolare del mondo come quella siciliana, il blues e il reggae. Spesso si sente dire a Palermo non trovo stimoli, noi non siamo d’accordo perché è proprio lo sfacelo di una delle più belle città del mondo che ci da la forza di scrivere e suonare la nostra musica, per difenderla e per far si che nei quartieri non si senta solo “Canta Napoli” ma anche “Ciuscia Palermo”. Noi non facciamo cultura, noi facciamo soltanto la musica popolare d’oggi. In questo primo disco, ci teniamo a dirlo, non è presente la politica in nessuna sua forma perché al momento preferiamo parlare dei colori del mondo e dell’amore, e la politica ne oscura l’energia. Ma non è detto che nel prossimo album sia così..

 

Alfonso Fiumarella

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