Il Governo vara il riordino delle Province. Patroni Griffi: “della Sicilia ci occuperemo in seguito”

<strong>Il Governo vara il riordino delle Province</strong>. Patroni Griffi: “della Sicilia ci occuperemo in seguito”

Via libera del Consiglio dei ministri al decreto di riordino delle Province. Il provvedimento prevede il taglio di 34 Province, che da 86 diventano 51, e il varo delle Città metropolitane.

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“Il processo è irreversibile”, sottolinea il ministro della Funzione Pubblica, Patroni Griffi. Si tratta di un provvedimento “di tipo ordinamentale e strutturale nella logica avviata con la spending review “. Il sistema, spiega, sarà pienamente operativo nel 2014: nel novembre del 2013 si terranno le elezioni per decidere i nuovi organismi. “Dal primo gennaio” 2013 via le giunte.

Delle Regioni a Statuto Speciale “ci occuperemo in seguito visto che la legge sulla spending concedeva a queste realtà 6 mesi di tempo in più”. Grazie al riordino, secondo il governo sarà possibile dimezzare i costi, risparmiando 40 milioni di euro l’anno. E “per assicurare l’effettività del riordino delle Province senza necessità di ulteriori interventi legislativi, il governo ha delineato una procedura con tempi cadenzati ed adempimenti preparatori, garantiti dall’eventuale intervento sostitutivo di commissari ad acta”.

Infatti Patroni Griffi ha spiegato che: “Da gennaio e coerentemente con la governance, verranno meno le giunte provinciali e nella fase di transizione sarà possibile per il Presidente delegare non più di tre consiglieri. Questo fino a quando il sistema non andrà a regime nel 2014. A novembre del 2013 si terranno invece le elezioni per decidere i nuovi vertici”.

E sulle Città metropolitane:
“Dal 1° gennaio 2014 – spiega il ministro – diventeranno operative le città metropolitane, che sostituiscono le province nei maggiori poli urbani del Paese realizzando, finalmente, il disegno riformatore voluto fin dal 1990, successivamente fatto proprio dal testo costituzionale e, tuttavia, finora incompiuto”.

Alla porta vi saranno già numerosi ricorsi delle Regioni da presentare avverso questo decreto di riordino e sul tema il ministro ha confermato che: “Alcuni già ci sono stati, noi andiamo avanti con il nostro timing perché crediamo nella legittimità degli atti. Ovviamente come ogni atto in questo Paese, sono soggetti ad un sindacato giudiziario. Noi andiamo avanti con il nostro timing”.

Altro punto cruciale del dl è il divieto di cumulo degli stipendi, infatti, per chi ricopre cariche in organi comunali e provinciali, il dl prevede il divieto di cumulo degli stipendi: bisognerà scegliere se mantenere uno o l’altro. Inoltre vengono aboliti gli assessorati e si stabilisce che gli organi politici dovranno avere sede esclusivamente nelle città capoluogo.

 

Alfonso Fiumarella

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