Monsieur le Chef, la Chaine de Rotisseurs – Bailliage di Trapani e la De.Co. Sicilia.

<strong>Monsieur le Chef</strong>, la Chaine de Rotisseurs – Bailliage di Trapani e la De.Co. Sicilia.

La riscoperta e la valorizzazione del legame tra vino, arte, storia, cultura, prodotti tipici, tradizioni e gastronomia, costituisce un punto di forza dell’offerta dei territori siciliani, in grado di offrire un patrimonio ingente di contenuti e di esperienze sia ai visitatori siciliani, che ai turisti-consumatori che vivono al di fuori del territorio regionale.

Chef Angelo Franzò

Il territorio siculo esprime una ruralità antica, che si manifesta anche attraverso il cibo. Ogni evento o ricorrenza viene evidenziato attraverso “invito a pranzo o se volete la mangiata” occasione per rafforzare i legami affettivi di parentela, di buon vicinato ed anche di amicizia; una cultura presente in tutta la Sicilia, tanto da aver creato quasi il mito della “ospitalità generosa”.

Pertanto, il cibo diventa l’elemento di desiderio d’unio­ne, capace di rinsaldare i rapporti.

La cucina sicula ha nel proprio ricettario una moltitudine di piatti calendarizzati, capaci di evocare riti, feste e cerimonie. Una cultura gastronomica fortemente dettata dalla ricchezza del territorio, imposta dai capricci climatici ed amalgamata da quel sapere antico che è il gusto della tradizione. La gastronomia scandisce anche la giornata dei lavoratori, tramandata nel corso dei secoli e oggi decantata come “dieta Mediterranea”. Esisteva dunque una cucina povera e contrapposta ad essa, vigeva quella ricca.

Nel romanzo “Il Gattopardo” di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, ambientato nel territorio di S. Margherita di Belice ed in particolare nel palazzo Filangeri Cutò, appartenente alla famiglia materna dell’autore, inconsapevolmente racconta la gastronomia dell’ottocento che in Sicilia veniva identificata come la cucina dei Monsù, cioè dei Monsieur le Chef, abilissimi cuochi che attingevano la loro conoscenza ed il loro sapere dalla raffinatezza della cucina francese, che in quel periodo faceva “trend”.

La sala del buffet di casa Lampedusa è un “archivio documentato” della opulenza e magnificenza gastronomica di quel secondo ottocento.

Ritorniamo ai nostri giorni, con i Monsieur le Chef, la Chaine de Rotisseurs fra le associazioni enogastronomiche presenti nel territorio Italiano la più antica e prestigiosa e la De.Co. Sicilia, recentemente inserita tra gli esempi virtuosi del Salviamo il paesaggio, difendiamo i territori. Forum Italiano dei movimenti per la terra e per il paesaggio, attraverso GeniusLoci De.Co .Sicilia Percorso di programmazione partecipata per salvaguardare l’identità dei territori, ideato dalla Libera Università Rurale Saper &Sapor Onlus di Sambuca di Sicilia.

L’occasione ci viene fornita della Conviviale cena di Natale 2012 organizzata dalla Chaine de Rotisseurs – Bailliage di Trapani, a Castelvetrano, che ha sancito l’inizio di interessi comuni per la valorizzazione del giacimento enogastronomico della Sicilia.

E’ stata una serata tra amici vecchi e nuovi, destinata a essere consegnata alla memoria di ognuno. Una serata dove tra una prelibatezza preparata dallo Chef Angelo Franzò e un sorso di eccellente vino Vero di chi ama la Sicilia come Angela Galati, abbiamo condiviso conoscenze, emozioni, sensazioni e storie da raccontare.

Infine ma non per ultimo, un organizzazione perfetta con le baille Maurizio Messina, semplicemente impeccabile, il quale scrive su FB “Succede che…una serata inizia in sordina e termina alla grande. Succede che… persone che inizialmente non sono a proprio agio, finiscono col darsi del TU con tutti, scambiarsi biglietti da visita e rinnovarsi l’invito a reincontrarsi. Succede che… alle 2 del mattino, persone arrivate a casa, accendono il pc, ti richiedono l’amicizia su fb e ti fanno sapere di aver condiviso una conviviale bellissima. Succede che …la tavola è magia. Succede…nella CHAINE”

 

Nino Sutera

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