La Costituzione secondo Benigni

<strong>La Costituzione</strong> secondo Benigni

Last updated on Dicembre 20th, 2012 at 01:14 pm

Assistere ieri sera su Rai 1 alla lezione-spettacolo di Benigni sulla Costituzione Italiana, mi ha veramente dato un certo sollievo civile e umano, in un momento in cui la crisi, io credo, non è soltanto economica, ma anche civile e istituzionale, come aveva richiamato il Presidente della Repubblica qualche ora prima.

Roberto Benigni

Roberto Benigni, con il suo solito fare e dire, mi ha tenuto incollato alla Tv, e con me milioni di italiani, riascoltando, o forse ascoltando per la prima volta i primi 13 articoli della nostra Costituzione; quelli che costituiscono il fondamento della nostra Repubblica, quelli che nessuno può e deve cambiare.

Il grande attore, ha raccontato una storia, fatta di uomini lungimiranti, saggi, illuminati dalla luce del benessere comune, della lotta per la libertà, talmente ‘avanti’ da poter essere paragonati ai ‘sognatori’ di Woodstock, e ha offerto delle immagini che per alcuni potranno essere ‘semplicistiche’ ma che si rivelano, ottime per rappresentare i valori che hanno mosso i padri costituenti e per restare nella memoria di chi l’ha seguito, per chi si è fatto accompagnare nel suo viaggio, per chi è rimasto sveglio fino alla fine.

Il più grave errore che può fare un italiano?

Essere indifferente alla politica, dice Benigni. Invece “io vi dico di amare più che rispettare la politica”, è l’appello che ha lanciato nel corso della sua performance. Per Benigni “la politica e’ la cosa più alta per organizzare la pace, la serenità e il lavoro. Non avere interesse per la politica è come dire di non avere interesse per la vita”. “Se non c’è il lavoro, crolla tutto: la repubblica e la democrazia, che sono il corpo e l’anima delle nostre istituzioni”. “I nostri costituenti sapevano lo stretto legame tra noi e il lavoro, e il compenso per il lavoro non è solo perché ci serve per mangiare ma per la nostra anima”. Benigni ha anche ricordato che autore di passaggi fondamentali della nostra Costituzione e’ stato “un pugliese di appena 29 anni, Aldo Moro”.

“Non si può scrivere ‘noi amiamo gli uomini’ e poi fare la guerra. Il comandamento supremo è invece ‘ama il prossimo tuo’. Amare le persone è il comandamento che ci salverà”. Così Roberto Benigni durante la sua esegesi sulla Costituzione italiana. Benigni ha anche detto che “si uccide per la religione, nel nome di Dio milioni di morti…”, sottolineando quindi l’esigenza del rispetto delle religioni altrui, ma a condizione che il rispetto sia reciproco. E contro la guerra in genere, la soluzione è nelle “regole comuni”, altrimenti “finisce l’umanità”.

Nel giorno in cui Pannella fa registrare una settimana di digiuno per sottolineare la condizione delle carceri italiane, Benigni interviene sull’argomento: “Non è uno Stato civile quello che permette una condizione delle carceri come quelle che ci sono… Dobbiamo occuparcene, è pietà e solidarietà”, spiega nel corso della sua esibizione. “La giustizia ci vuole – ha detto ancora – ma un minimo di pietà per questa condizione. E i nostri padri costituenti sapevano bene cosa scrivere sulle carceri”.

Benigni ha anche sottolineato come la nostra Carta costituzionale ripudi la pena di morte, aggiungendo che “In Italia gli assassini sono solo quelli che uccidono”. Un ultimo riferimento credo importante alla vigila della tornata elettorale, è stato quando ha detto: “Votare è l’unico strumento che abbiamo, altrimenti ci tiriamo fuori e facciamo come Pilato, ce ne laviamo le mani, e la folla sceglie sempre Barabba”

 

D.G.

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