Sanremo 2013, trionfa Marco Mengoni “Dedico la vittoria a Luigi Tenco”

<strong>Sanremo 2013</strong>, trionfa Marco Mengoni “Dedico la vittoria a Luigi Tenco”
Marco Mengoni
Marco Mengoni

Sanremo 2013, trionfa Marco Mengoni
«Dedico la vittoria a Luigi Tenco»

E’ Marco Mengoni con “L’essenziale” il vincitore della 63esima edizione del Festival di Sanremo. Al termine di una lunga serata, che ha visto esibirsi di nuovo i quattordici campioni in gara, la partita è rimasta in mano a tre finalisti: Elio e le Storie Tese, Marco Mengoni e i Modà.
Alla fine l’artista l’ha spuntata sulle due band. A Elio e le Storie Tese è andato il secondo posto e ai Modà il terzo.
“Dedico la vittoria al mio gruppo di lavoro e a Luigi Tenco”, ha detto poi Mengoni nella conferenza stampa subito dopo la proclamazione.
Nella serata degli omaggi sanremesi (andata in onda venerdi) ha rischiato riproponendo “Ciao amore ciao” di Luigi Tenco. Probabilmente è stata questa la mossa azzeccata che non ha lasciato indifferente la giuria di qualità.
In quanto al televoto, invece, c’erano pochi dubbi che la classifica provvisoria che già lo vedeva primo fosse smentita. Ed è stato un Sanremo in crescendo per il 25enne cantante di Ronciglione: troppo emozionato la prima sera quando fu bocciata la canzone “Bellissimo” (scritta per lui da Gianna Nannini e Pacifico) e passò, invece, “L’essenziale” (scritta da Roberto Casalino e De Benedittis), ma, successivamente, si è comunque mostrato a proprio agio sul palco dell’Ariston.

A Elio e le Storie Tese, sul secondo gradino del podio, va anche il Premio della critica “Mia Martini” per la sezione Campioni, e il Premio della sala stampa “Lucio Dalla” radio e tv.
«Non vorremmo essere etichettati come i “Totocutugni” del nuovo secolo» scherza Elio a fine serata, e sicuramente avranno impiegato qualche ora per truccarsi da ciccioni, anche questo un segnale distintivo della loro pregevole eccentricità.

Per i terzi in classifica, i Modà, in molti hanno (per certi aspetti) notato una certa assonanza con la canzone di Emma dello scorso anno, ma la loro “Se si potesse non morire” ha messo in risalto un testo notevole e profondo, apprezzato sia dalla giuria di qualità che dal televoto da casa.

Ma è stata un’edizione del festival di Sanremo, questa, baciata da ascolti lusinghieri: bilancio più che positivo per la RAI con un impressionante record di ascolti fatto registrare negli ultimi tredici anni.
Un’edizione coraggiosa, come più volte ha ripetuto il direttore di RaiUno Giancarlo Leone, il primo a credere nella sfida di un festival pensato nell’ottica della ricerca della qualità (e della spending review) affidato ai protagonisti meno “sanremesi” della televisione italiana.

E adesso Fabio Fazio saluta tutti e ringrazia: torna direttamente a Milano, dove lo aspetta il suo fortunatissimo programma “Che tempo che fa”. Ma è giusto sottolineare la conferma della collaudatissima coppia Fazio-Littizzetto: una coppia, oltre che super collaudata appunto, legata da una profonda e quasi naturale complicità.

Ultima considerazione, infine, per la band siciliana dei Marta sui Tubi: molto penalizzati da un suono imbarazzante nella prima uscita sul palco, penultimi nelle preferenze del pubblico televisivo sanremese che in larga misura si approccia per la prima volta al sound di una band già pienamente affermata nel circuito underground, la band di Giovanni Gulino ha portato all’Ariston una canzone pienamente in linea con il loro stile indie-rock.
Il brano “Vorrei” possiamo considerarlo come una sintesi del loro pensiero molto compositivo ed allo stesso tempo ideologico, una vera e propria sferzata di energia che attinge tanto dal cantautorato storicizzato e celebrato del Bel Paese.

Davvero bravi, molto fedeli a se stessi.

 

Giannicola Scopelliti

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