Il gran ballo dei deputati siciliani

<strong>Il gran ballo</strong> dei deputati siciliani

Sembra un ballo in maschera. Gli invitati, novanta in tutto, si muovono, danzano e si scambiano di posizione, a ritmi frenetici e contagiosi.

Politica Regione Siciliana Cambi Partiti DeputatiI “cambi di casacca” ormai, dopo appena 7 mesi di legislatura, sono già diciotto. Due e mezzo al mese. Uno ogni dodici giorni, circa. Senza contare i salti doppi, tripli o quadrupli. Di chi, insomma, ha mutato nel giro di queste poche settimane più di un gruppo come Salvo Lo Giudice o Gianfranco Vullo.

Al di là delle singole storie e dei movimenti di assestamento, ancora in corso mentre scriviamo (Vincenzo Vinciullo è stato sospeso dal Pdl), cosa è mutato nella “macro-geografia” dell’Ars rispetto alla morfologia del day-after delle elezioni?

Intanto l’emersione di nuovi continenti: i Democratici e riformisti capaci di coagulare provenienze assai diverse (crocettiani, socialisti, ex miccichieiani) e “Articolo 4”, la creatura al momento più curiosa. Formata da deputati di esperienza come Leanza, Nicotra e Lentini (eletti con l’Udc), e Ruggirello (eletto con la Lista Musumeci), oltre a giovani di belle speranze come il capogruppo Sammartino (anche lui ex Udc) e Sudano (ex Cantiere popolare). Gruppi, questi due, che hanno necessariamente “drenato” deputati da altri gruppi parlamentari. Dimagriti al punto, in alcuni casi, da dover chiedere una “deroga” per esistere ancora.

Fermiamoci un attimo, allora. Prendiamo fiato. E vediamo di capire quali gruppi perdono e guadagnano, rispetto al 29 ottobre.

L’unico a “salire”, nonostante la nascita dei nuovi gruppi, è il Pd (passa da 17 a 18 deputati). Scendono tutti gli altri. A perdere più deputati il Pdl (che dopo l’addio di Vinciullo passerà a 9 deputati, in 3 in meno rispetto a sette mesi fa), l’Mpa (da 10 a 7), la Lista Crocetta (da 9 a 6). Mutazioni che incidono, ovviamente, anche sulla maggioranza che sostiene il governo. Se, infatti, i deputati “alleati” di Crocetta crescono da 38 a 40 rispetto al primo giorno di legislatura, non si può non notare un calo rispetto alle settimane scorse, dopo la fuoriuscita dalla maggioranza, tra gli altri, dei tre udc che insieme ai colleghi di “Articolo 4” si sono definiti “indipendenti” rispetto alla maggioranza.

Una maggioranza che sarebbe tale, nei numeri, solo grazie al loro apporto: in quel caso i deputati “fedeli” al governo sarebbero 46. Il minimo, stando alla fredda logica dei numeri.

 

Com’è cambiata l’Ars

PD: da 17 a 18 deputati;
Movimento 5 Stelle: da 15 a 14 deputati;
Udc: da 12 a 10 deputati;
Pdl: da 12 a 9 deputati;
Mpa: da 10 a 7 deputati;
Grande Sud: da 5 a 3 deputati (Nel gruppo di Grande Sud è formalmente compreso Michele Cimino, che, però, va considerato un deputato di maggioranza, visto il suo distacco dal partito e la creazione del movimento “Voce siciliana”.
Lista Crocetta: da 9 a 6 deputati;
Articolo 4: da 0 a 6 deputati;
Lista Musumeci: da 5 a 4 deputati;
Cantiere Popolare: da 5 a 3 deputati;
Democratici Riformisti: da 0 a 6 deputati;
Misto: da 0 a 4 deputati (Nel gruppo Misto al momento includiamo anche Vincenzo Vinciullo, sospeso dal Pdl).

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