Tutto esaurito al Montevergini: Randisi applaude i Policandri

<strong>Tutto esaurito al Montevergini</strong>: Randisi applaude i Policandri

Ancora il ‘tutto esaurito’ per la compagnia i Policandri che,  ieri sera al teatro Montevergini di Palermo, ha portato in scena la commedia A’MERICA.

Ad assistere allo spettacolo anche Stefano Randisi, celebre attore teatrale di fama internazionale che, durante la serata ha applaudito allo spettacolo, definendolo ‘semplicemente delizioso’.

PolicandriA’MERICA, scritta dal regista Maurizio Carlo Luigi Vitale e’ la storia di una tipica famiglia siciliana, nelle propaggini dell’universo siculo americano, sorretto dalle colonne sonore di quegli anni in cui la radio trasmetteva le musiche di Enzo Aita e il Trio Lescano.

Una realtà’ ambigua dove gli uomini con la mascella pronunciata e la testa rasata, il bastone in mano, si dondolavano tra la gente facendosi chiamare con un rispettabilissimo ‘don’.

E c’erano anche le donne,il cui dovere era di stare in casa, badare  alla famiglia, alle madri malate e sperare che qualcuno bussasse alla porta della loro, per cambiare l’ordine della routine, o magari per chiedere di maritarle.  Scena  questa realizzata dalle tre sorelle di A’MERICA : Bettina, Crocifissa e Prudenzia (Gloria Alfano, Martina Cassenti, Roberta Ferraro) che all’amato fratello Paolino (Alessandro Accardi) peraltro unico uomo della famiglia, chiedono del bel maestro San Filippo ( Roberto Matranga) uomo elegante, colto e ambito dalle donne del paese, nella speranza  che scelga una di loro.

Paolino annuncia alle sorelle di voler partire per l’America e la notizia le farà precipitare in un lutto profondo. Alla figura del giovane siciliano, Paolino, che decide di andare oltre oceano, si contrappone la figura statica di Pietro ( Walter Pegoraro) barista siciliano, che in America invece non vuol proprio andare.
Un  affresco di uomini e donne, alcuni corrotti dalla vita, come Don Mimi’ (Mariano Lo Bianco) uomo tornato da oltreoceano, pronto a sconvolgere’ la quotidianità’ semplice della famiglia siciliana, convincendo il nipote Paolino a partire con lui per l’america, con affascinanti storie di  donne e denaro da lui stesso vissute.

Quando cambia la scena, per certi versi legata a stilemi e tematiche del teatro dell’assurdo,  i folletti (Rosetta Iacona, Rita Bongiorno, Margherita Vinci, Francesca Maggio) si materializzano sul palcoscenico.
Personaggi sospettosi, curiosi, e ambigui che si fanno beffa della morte e delle disavventure degli umani. Eppure, il surrealismo parla con la voce del reale. Il surrealismo dei folletti infatti, conosce le storie che gli uomini hanno vissuto fino a quel momento, per questo le imitano, le beffeggiano, ne copiano atteggiamenti e smorfie fino a  confondersi con loro (meravigliosa interpretazione di Rosetta Iacona).

In  questa storia Maurizio Vitale gioca a creare atmosfere lineari che si intrecciano solo al centro della ‘favola’ raccontata.

Su questa trama semplice solo apparentemente, il regista  sceglie il registro di un comico-naturalismo che sfilaccia la drammaticità’ degli eventi attraverso l’ironia e l’enfasi di atteggiamenti  reverenziali nei confronti  degli ospiti: quelli che varcano la soglia di casa e quelli che da oltre oceano vi fanno ritorno.
Vitale, Gioca anche anche attraverso il doppio ruolo del quale vengono investiti tutti gli attori che ricoprono infatti, un doppio personaggio nella commedia…

Da ambiente vuoto il palco quindi si anima pian piano di movenze, battute e canti, tra dilemmi crudi dell’animo e l’ ironia di volerle accettare.   È il male di oggi dunque. Di una terra altra che attende i giovani ai quali dar la possibilita di investire il proprio futuro. Di una terra che perde i suoi figli e li saluta da lontano. E le lettere che  motivano il  perché scegliere quella vita e non un’altra.

Quella raccontata dal regista Vitale e’ il viaggio della speranza condotto dai genitori dei nostri padri, un viaggio che ha, forse, perso la memoria del mondo. O forse e’ una realtà’ talmente attuale che si fa fatica a riconoscere.

UFFICIO STAMPA
Margherita Ingoglia

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