Anteprima: Donkey Kong Tropical Freeze – Kong is Back!

<strong>Anteprima</strong>: Donkey Kong Tropical Freeze – Kong is Back!

Questo 2013 giunge infine al termine, ricco di novità e di titoli capaci di far sognare generazioni e generazioni di videogiocatori.

Ma il suo successore sarà all’altezza delle aspettative?

L’ottava generazione di console è ormai al completo, ma come detto altre volte ciò che balza subito all’occhio, è l’assenza di grossi titoli annunciati nella prima metà dell’anno, fatta eccezione per la società di Kyoto molto attiva nel rilancio della sua tanto odiata, quanto amata WiiU. L’ammiraglia Nintendo infatti, ha un vantaggio da non sottovalutare: è già in commercio da un anno e pur avendo una base installata (copie vendute) non elevatissima (4.5 milioni di console ad oggi), registra il segno positivo un po’ ovunque, confermando il solito banale quanto veritiero motto “La gente vuole i grossi titoli”.

donkey-kong-tropical-freezeSu questa scia infatti, Nintendo inaugura il suo 2014 con un titolo di gran valore e dal nome altisonante per le tante, ormai tantissime primavere alle spalle: Donkey Kong!

Questo Febbraio dunque, sarà il mese di Donkey Kong Tropical Freeze, ultima fatica dei Retro Studios, ovvero uno degli studi di sviluppo più importanti ed eccitanti del panorama mondiale. Annunciato durante il grande Direct di Giugno (in contemporanea agli E3 di Los Angeles), Donkey Kong non ha fatto scalpore per la semplice e solita voglia di “voler vedere altro” da parte degli incontentabili videogiocatori di oggi. E’ vero, Nintendo ha bisogno di nuove IP (proprietà intellettuali, giochi inventati da zero, interamente genuini), lo sappiamo (due sono in preparazione in questo istante), ma lasciar passare in sordina un gioco di questo calibro sarebbe un grosso, grossissimo errore. Ho avuto il piacere di provare il titolo in svariate occasioni (l’ultima proprio ieri) e dunque ho deciso di pubblicare quest’anteprima, proprio per cercare di trasmettere anche a voi cari amici e lettori, le emozioni e le sensazioni che ho avuto.

Donkey Kong Tropical Freeze, non è bello, divertente, longevo, difficoltoso e appagante, ma lo è molto di più! Il titolo dei ragazzi Retro, che io stesso accusavo all’inizio di eccessiva somiglianza col predecessore, si sta rivelando una vera e propria sorpresa, in quanto fucina di idea a profusione, difficoltà spumeggiante e giocabilità a dir poco spettacolare. Impugnando il controller mi sono reso conto di quanto bello possa essere mischiare il vecchio al nuovo e quanto straordinario sia il livello artistico di tutte le produzioni Nintendo. Tutti (quelli provati) i livelli sono vivi, pulsanti e straordinariamente belli da vedere.

E’ esatto, avete capito bene. Retro è riuscita ad andare oltre il grande successo di Returns, eliminando del tutto il solito, quanto scontato teorema secondo il quale, un gioco incentrato esclusivamente sul gameplay non possa anche essere maestosamente elegante, artistico e terribilmente vario d’aspetto. Ogni livello, ogni scenario, ogni piattaforma a contatto con il personaggio (a proposito, ho adorato Dixie), è come se si svegliasse da un momentaneo torpore per tornare in vita con l’eleganza tipica del level design Nintendo. Vorrei farvi notare un’altra cosa: rispetto alla demotech mostrata all’E3 (e giù di lì) il gioco mi è parso assolutamente più curato e ricco di dettagli che non in precedenza. Sono stati aggiunti infatti importanti effetti di luce, animazioni e condizioni atmosferiche assolutamente veritiere. “Quisquilie” , direte voi rispetto alla maestosità di tutto il progetto, ma sono i piccoli dettagli a rendere unico un titolo già così grande di per sé.

Per quanto riguarda la giocabilità dei personaggi, Donkey e Diddie, mi sono parsi praticamente identici rispetto al passato, mentre Dixie è servita a dare un tocco di classe al tutto, sopratutto in contrapposizione allo stile sempliciotto e avventato del buon vecchio Cranky.

Lo scimmione originario infatti (Cranky è stato il primo avversario di Mario sin dagli inizi), dotato di un utilissimo bastone può balzare dentro i rovi o in luoghi altrimenti inaccessibili senza almeno perdere un cuoricino, permettendo così al giocatore di scovare segreti altrimenti irraggiungibili, mentre Dixie, un po’ come fa Luigi in Mario 3d World, vi permettere di raggiungere luoghi altrimenti inarrivabili attraverso l’ausilio dei suoi lunghi capelli dorati.

Mi sembra passata un’eternità, ma mi è subito balzato davanti agli occhi il famoso Donkey Kong Country 3 per Super Nintendo e il sorriso vien su spontaneo (a questo punto però, mi domando che fine abbia fatto il co-protagonista di quel meraviglioso titolo, l’enorme bebè dal pigiama celeste) e credetemi se vi dico che le sensazioni e le emozioni risultano assolutamente simili: gli scimmiotti sono perfetti nel loro incedere, precisi e meticolosi come sempre e quel design dei livelli così particolare e unico non fa altro che sfruttare la connotazione platform del titolo tarando il livello di difficoltà decisamente verso l’alto, diradando così all’istante la nebbia del dubbio instaurata dall’arrivo di Cranky (sembrava che il suo bastone o il Kong Pow potesse semplificare di troppo l’azione di gioco).

http://cdn.destructoid.com//ul/256168-dk1.jpgSono costretto a dirvi di no infatti, il gioco resta difficile e impegnativo, con i normalissimi alti e bassi tipici della serie, ma quello che più risalta è la mole colossale di segreti, di numero ancora maggiore rispetto al predecessore. Spendo due righe anche per quanto concerne l’ottima colonna sonora che risulta fresca, mai ripetitiva e che vi costringerà a canticchiarla anche dopo aver premuto il pulsante Power della console. Non posso aggiungere altro, se non che la longevità del titolo (durata generale) risulti addirittura aumentata rispetto al titolo uscito ormai quasi 5 anni fa su Wii, escludendo l’ovvia rigiocabilità a causa delle differenti abilità dei vari personaggi a disposizione, almeno a detta degli uomini Nintendo.

Dunque, pur essendo assolutamente soddisfatto da questa prova svolta, sono costretto a elencare l’unico vero ed inequivocabile difetto di questo strabiliante episodio: esce a Febbraio e dunque manca ancora troppo!

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