Unione Europea. Le regole dell’Ue sono troppo rigide e bloccano tutte le iniziative considerate “aiuti di Stato”

<strong>Unione Europea</strong>. Le regole dell’Ue sono troppo rigide e bloccano tutte le iniziative considerate “aiuti di Stato”

Last updated on Ottobre 11th, 2012 at 08:48 am

Unione Europea

Dobbiamo fare i conti anche con le rigide regole dell’Unione europea che sta bloccando tutte le iniziative considerate «aiuti di Stato». Il porto di Augusta dalle grandi potenzialità, ma che ha bisogno di ristrutturarsi ne è un esempio. Da più di un anno che l’Ue si decida a cofinanziare per un terzo lavori per 120 milioni di euro. Non ci deve fare un regalo, perché quelli sono sostanzialmente soldi nostri essendo l’Italia il terzo contribuente dell’Unione europea.

A Bruxelles, almeno per il momento, sembra non interessa nulla che Augusta sia l’unico porto hub possibile della Sicilia nel Mediterraneo e che rappresenta una delle poche possibilità di sviluppo infrastrutturale perché se potesse accogliere le grandi navi portacontainer diventerebbe competitiva. I burocrati europei dicono che quei soldi sarebbero «aiuti di Stato» in quanto il porto ha le sue tariffe ed è in concorrenza con i porti di altri Paesi europei, per cui niente finanziamenti, anche se questo compromette lo sviluppo dell’Isola che pure fa parte delle regioni «Obiettivo 1», quelle che hanno bisogno di sostegni.

La stessa rigidità di Bruxelles si riscontra anche per il caso dell’Alcoa in Sardegna che ha 501 dipendenti (e altri 1500 che lavorano nell’indotto).

A Bruxelles non importa che tanta gente perda il lavoro e che un’area, come quella di Augusta, resti paralizzata. Ma per le aree sottosviluppate, come purtroppo sono Sicilia e Sardegna, non dovrebbero usare un pò di flessibilità? C’è stato in extremis un accordo col governo che blocca i licenziamenti, ma solo fino a ottobre. E poi?

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