Operazione “Cieli bui”: Meno illuminazione pubblica per risparmiare

<strong>Operazione “Cieli bui”</strong>: Meno illuminazione pubblica per risparmiare
Operazione “CieliBui”

Nella Legge di Stabilità (la vecchia Finanziaria) emerge la proposta avanzata dall’associazione Cielobuio, ossia risparmiare energia spegnendo le luci di notte attraverso l’operazione Cielibui, «per finalità di contenimento della spesa pubblica, di risparmio di risorse energetiche, nonché di razionalizzazione ed ammodernamento delle fonti di illuminazione in ambienti pubblici», si legge nella bozza del provvedimento.

Scopo dell’iniziativa è quella di contrastare l’inquinamento luminoso. Del resto, i dati parlano chiaro: ogni italiano consuma per l’illuminazione pubblica 110 kilowattora contro i 42 kilowattora di Gran Bretagna.

Il provvedimento, sotto forma di decreto del presidente Consiglio dei ministri, stabilirà «standard tecnici di tali fonti di illuminazione e misure di moderazione del loro utilizzo fra i quali, in particolare:

Meno luce di notte
a) spegnimento dell’illuminazione ovvero suo affievolimento, anche automatico, attraverso appositi dispositivi, durante tutte o parte delle ore notturne;

Strade meno luminose
b) individuazione della rete viaria ovvero delle aree, urbane o extraurbane, o anche solo di loro porzioni, nelle quali sono adottate le misure dello spegnimento o dell’affievolimento dell’illuminazione, anche combinate fra loro;

Eccezioni
c) individuazione dei tratti di rete viaria o di ambiente, urbano ed extraurbano, ovvero di specifici luoghi ed archi temporali, nei quali, invece, non trovano applicazione le misure sub b);

Enti locali coinvolti
d) individuazione delle modalità di ammodernamento degli impianti o dispositivi di illuminazione, in modo da convergere, progressivamente e con sostituzioni tecnologiche, verso obiettivi di maggiore efficienza energetica dei diversi dispositivi di illuminazione». Anche gli Enti locali sono chiamati a fare la loro parte, adeguando «i loro ordinamenti» alle nuove disposizioni.

 

Giacomo Lanzarone

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