Credito e risparmio in Sicilia. Decreto legislativo è stato approvato dal Consiglio dei ministri

<strong>Credito e risparmio in Sicilia</strong>. Decreto legislativo è stato approvato dal Consiglio dei ministri

Last updated on Ottobre 14th, 2012 at 12:05 pm

Gaetano Armao

Dopo 60 anni vengono riviste le norme riguardo il credito e il risparmio e il controllo delle banche da parte della Regione, che si è data un sistema assolutamente innovativo, concordato con la Banca d’Italia.

La nuova normativa fa assurgere a livello di norme d’attuazione anche l’Osservatorio sul credito. È una conquista per la Sicilia che ha bisogno di modelli nuovi e di ripensare pienamente la sua struttura, ma soprattutto di avere i conti in regola per uscire dalla crisi”.

Finalmente arrivano le nuove norme di attuazione dello Statuto della Regione Siciliana in materia di credito e risparmio. Il relativo decreto legislativo è stato approvato dal Consiglio dei ministri, dando così via definitiva alle norme che sbloccano il sistema del credito e del risparmio vincolato agli schemi obsoleti del giugno 1952 quando il sistema bancario era ancora vincolato da un’economia piuttosto autarchica sebbene in via di espansione. La Sicilia disponeva di due istituti come il Banco di Sicilia e la Cassa di Risparmio ed altre piccole banche locali. E non c’erano neppure i vincoli europei. La materia era regolata dal Consiglio regionale per il Credito e il Risparmio. Negli anni fu un proliferare di sportelli senza alcun criterio di economicità. Come se aprire uno sportello fosse un servizio sociale.

Secondo l’assessore Armao, il provvedimento del Consiglio dei ministri attribuisce alla Sicilia strumenti normativi moderni e coerenti con l’ordinamento europeo. Regola le competenze regionali sulle banche, a partire dall’avvenuto riconoscimento dell’Osservatorio sul credito, il cui compito è di monitorare le condizioni bancarie praticate in Sicilia a famiglie ed imprese, adottando iniziative conseguenziali nel confronto costante col sistema bancario regionale.

Tra gli obiettivi delle norme varate – puntualizza – c’è il riconoscimento dei poteri della Regione in materia sulle licenze bancarie, sui provvedimenti dell’espansione territoriale, sullo statuto.

“Il nostro problema – ricorda Armao – era che dovevamo attuare norme del 1952 con un ordinamento che nel frattempo si era trasformato. Adesso abbiamo un sistema assolutamente innovativo il più innovativo delle regioni italiane, compatibile con l’ordinamento europeo e concordato con la Banca d’Italia”.

 

Nicola Napoli

 

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