Che cosa ha svuotato i giovani? Un siti babbi, lu sacciu chi lu sapiti

<strong>Che cosa ha svuotato i giovani?</strong> Un siti babbi, lu sacciu chi lu sapiti
James Dean in Giuventù Bruciata

“Vorrei che ci fosse un solo giorno in cui io non debba sentirmi così confuso e non debba provare la sensazione di vergognarmi di tutto.

La citazione che ho riportato non è di un giovane italiano o meglio di un giovane siciliano, ma è di un certo James Dean, nel famoso film drammatico del 1955 “Gioventù bruciata” o per chi ama i titoli originali “Rebel Without a Cause”.

In una frase, il protagonista Jim Stark, interpretato dall’icona James Dean, sembra fotografare la storia di un brusco e doloroso passaggio all’età adulta, è un documento sui riti della generazione post-bellica nella provincia statunitense. Io leggo questa frase con una portata maggiore fuori dal tempo e dallo spazio. Ed infatti, traggo spunto da essa per dirvi che ai nostri giorni rivive nelle menti e viene detta a bassa voce dai Jim Stark italiani ma soprattutto siciliani.

Ebbene si, il “picciotto” siciliano è confuso e si vergogna, vive il suo passaggio all’età adulta come un dramma, e questo perchè è stato defraudato della propria identità, in parole povere è quasi costretto a permanere nel suo status di bamboccione. Come ben sapete un ragazzo o una ragazza che vivono in Sicilia, già dalla loro nascita, devono confrontarsi con le tante problematiche di una terra messa alla mercè di un depauperamento continuo. Erosione di umani nei confronti di altri umani, ma qui non voglio spingermi nel decantare il meridionalismo e neanche cancellare quelle tristi note verdi celtico padane, voglio solamente farvi comprendere che “la gioventù bruciata esiste” ed è soprattutto quella siciliana. Vi potrei dire, a vantaggio della mia tesi, il dato che in Sicilia la disoccupazione giovanile (nel primo semestre 2012) ha toccato il 40%, qualche punto in più della disoccupazione giovanile in Italia, ma non ve lo dico per non farvi annoiare in una statistica surreale sulla carta ma molto reale nella vita di tutti i giorni, “un siti babbi, lu sacciu chi lu sapiti”.

E proprio perchè non lo siete bisogna comprendere il perchè della situazione è il chi o il che cosa ci ha messo con le spalle al muro. Per me l’intreccio sadico che ci deturpa, oltre il malaffare, la mafia, il clientelismo (è già tutto ciò annienterebbe chiunque) è quella lotta generazionale che trova il suo massimo punto di esternazione, che poi si traduce in arretratezza e molte volte in malaffare, con la politica. Si, in molti potrebbero dirmi, hai scoperto l’acqua calda, ma il mio intento non è quello di vendervi l’acqua, bensì spingervi a chiudere il rubinetto per non continuarci a scottare.

Quindi viviamo in un’isola di vecchi, in cui il potere è dei vecchi e soprattutto dove i vecchi si sentono giovani. Detto ciò mi viene da pensare che chi ha avuto in mano e ha in mano le redini della Sicilia non ha avuto tempo a comprender lo scontro generazionale in atto perchè occupato a risolvere il proprio scontro generazionale interno. Mi sento giovane o vecchio? giovane o vecchio?

A parte gli scherzi dovremmo ribaltare la celebre frase di James Dean e non essere più confusi e non vergognarci più. Basterebbe uscire da questa disillusione generazionale siciliana prendendo tutto di petto e proprio perchè “un siti babbi” troverete il modo per farlo. Ricordo a me stesso se ci hanno svuotato, dobbiamo avere la forza di recuparar il perso e anche di più, non dobbiam crogiolarci nei problemi e nelle colpe degli altri, dobbiamo andare avanti noi e ogni mezzo legale è quello giusto per ovviare ai soprusi patiti da numerose generazioni di siciliani. Chi si sta zitto e immobile rimpiangendo di vivere in una Trinacria opaca sbaglia.

Occorre anche capire che in questo scontro generazionale i giovani devo imparare dai vecchi, l’esperienza in ogni cosa ha un ruolo importante, ma in Italia dove l’esperienza non si riesce a maturare come si fa? Bisognerebbe partire dal concetto che in Italia il giovane persiste nella sua condizione di giovane fino a quasi 60 anni e il vecchio è vecchio da 80 anni in poi. Questo è surreale, questo non è condivisibile ma siamo abituati a questo è molto di più, anzi ci hanno abituati così. In Italia dove la Sicilia è un parco giochi 24 ore su 24, dove cambiano i governanti ma il gioco (dei cittadini) rimane la normalità non esiste. Riprendendo un articolo, scritto da Marcello Adriano Mazzola, sul ilfattoquotidiano.it  vi ricordo che da noi:

Se paghi le tasse sei straordinario. Se sei onesto sei straordinario. Se denunci un sopruso sei straordinario. Se ottieni giustizia in tempi ragionevoli sei un caso straordinario. Se fai libera informazione sei straordinario. Se critichi sei straordinario. Se sei schietto e sincero sei straordinario. Se fai politica e non sei un professionista che vive di sola politica sei straordinario. Se fai politica ed hai meno di 50 anni sei straordinario. Se sei in una posizione apicale ed hai meno di 50 anni sei straordinario. Se prendi scelte coraggiose e lungimiranti sei straordinario. Se fai politica e pensi al bene comune sei straordinario.

Vorrei tanto un Paese ordinario guidato da giovani “ordinari”. Soprattutto da giovani che abbiano 30 o 40 anni e che siano nel pieno delle loro facoltà, delle idee e delle passioni, che il senso comune non li abbia ancora abbandonati”.

Ora chiedetevi: cosa siete disposti a fare per i giovani e per la nostra Sicilia?

 

Alfonso Fiumarella

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