Menfi. Arrivano 98mila euro dal Ministero dell’Ambiente per il progetto “Non buttare l’umido portalo a scuola!”

<strong>Menfi</strong>. Arrivano 98mila euro dal Ministero dell’Ambiente per il progetto “Non buttare l’umido portalo a scuola!”

L’amministrazione comunale di Menfi ottiene ancora finanziamenti. I frutti dell’attività di programmazione, questa volta, provengono dal Ministero dell’Ambiente: nell’aprile 2011 il comune di Menfi, infatti, aveva partecipato all’Avviso Pubblico per l’attribuzione di contributi economici a Enti pubblici per iniziative ed interventi in materia ambientale.

Ass.re Ignazio Napoli

Con il protocollo n. 0033541 del 07/11/2012, il dirigente generale del dipartimento per lo Sviluppo Sostenibile, il Clima e l’Energia, Mariano Grillo, ha stilato la graduatoria dei soggetti ammessi a finanziamento e Menfi risulta al quinto posto (con codice 951) su base nazionale con un contributo di 98mila euro.

Il progetto proposto e presentato dall’Ass.re Ignazio Napoli (delega al Bilancio, Politiche Comunitarie, Patrimonio, Sviluppo e Promozione del Turismo), denominato “non buttare l’umido: portalo a scuola!” della durata di 6 mesi, è finalizzato alla realizzazione di un’azione multidisciplinare e proattiva rivolta all’educazione ambientale e alla sensibilizzazione di diverse categorie di soggetti rispetto ad importanti tematiche quali lo sviluppo sostenibile, il riciclo dei rifiuti, il recupero ed il risparmio energetico, lo sfruttamento delle energie rinnovabili.

L’idea portante sulla quale è articolata l’iniziativa è che ciascuno di noi, a livello domestico, possa riciclare e recuperare i propri rifiuti, in particolare la frazione umida degli stessi, per ottenerne vantaggi economici  ed ambientali sia a livello personale (incrementare l’indipendenza energetica del proprio edificio e risparmiare sulle spese energetiche) che a favore della collettività (riduzione delle spese di gestione della raccolta differenziata Comunale).

Più precisamente, tale frazione umida può essere utilizzata per la produzione di “biogas fatto in casa” che può ridurre, del tutto o in parte, il consumo giornaliero di gas metano utilizzato dal nucleo familiare per soddisfare le proprie esigenze di acqua calda sanitaria e per uso cottura.

Tale risultato può essere raggiunto tramite l’utilizzo di un digestore anaerobico compatto il quale consente di ottenere biogas dagli scarti alimentari sfruttando i processi metabolici dei batteri metanogeni che si sviluppano naturalmente in un ambiente privo di ossigeno. Il sistema è molto semplice e di facile utilizzo e comprensione da parte di chiunque.

Relazione progettoNon buttare l’umido portalo a scuola!

 

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