Giornata mondiale contro la violenza sulle donne. “Chi fa violenza é un pezzo di merda”

<strong>Giornata mondiale contro la violenza sulle donne</strong>. “Chi fa violenza é un pezzo di merda”

Il 25 novembre si celebrerà la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne. L’evento, indetto dall’Assemblea generale della Nazioni Unite, giunge come un momento di riflessione se si pensa a quanto successo a Carmela Petrucci, la giovane palermitana uccisa a coltellate nell’androne di casa.

25 Novembre 2012
Giornata mondiale contro la violenza sulle donne

Se si leggono i dati che riguardano l’Italia, le cifre sono da brivido: Cento vittime nel 2012, una donna uccisa ogni due giorni. I dati, allarmanti, arrivano dalle statistiche e sono ormai quasi quotidianamente confermati dalla cronaca.

L’ultima vittima come detto, la ragazza di 17 anni – Carmela Petrucci – assassinata brutalmente dall’ex fidanzato – Samuele Caruso – della sorella della vittima, Lucia, anche lei ferita a coltellate.

Dall’inizio dell’anno, secondo Telefono Rosa, sono 100 le donne uccise. Si è passati da un omicidio ogni tre giorni registrato l’anno scorso a uno ogni due giorni. E nella maggior parte dei casi gli autori di questi delitti sono mariti, ex fidanzati, comunque persone nella cerchia affettiva delle mura domestiche.

L’escalation del fenomeno è stato denunciato anche dall’avvocato Maria Teresa Manente, dell’associazione Differenza donna (che gestisce quattro centri antiviolenza) in una audizione presso la Commissione per i diritti umani del Senato. Ricordando che nel 2011 in Italia sono state assassinate 137 donne, Manente ha spiegato che “il femminicidio è l’estrema conseguenza delle molteplici forme di violenza degli uomini contro le donne, aumentato di molto negli ultimi dieci anni; un dato preoccupante se comparato al fatto che a partire dagli anni ’90 sono diminuiti gli omicidi di uomini verso altri uomini”.

Anche i dati Istat confermano quella che la presidente di Telefono Rosa, Maria Gabriella Carnieri Moscatelli, non ha esitato a definire una “mattanza che non può più essere possibile in un Paese civile”.

L’istituto di statistica sottolinea che sebbene gli omicidi siano calati (circa 1/3 rispetto a 20 anni fa), quelli in cui le vittime sono donne fanno registrare numeri alti: nel 2010 le donne uccise sono state 156; nel 2009 erano state 172; nel 2003 il picco del decennio scorso con 192 vittime. E aumenta il tasso di omicidi che avvengono in ambito familiare o sentimentale: circa il 70% di questi omicidi sono compiuti da partner o parenti, dato che è del 15% nei casi in cui la vittima è un uomo.

STALKING – Esiste poi un vero e proprio profilo dello stalker che nel 75% dei casi è uomo e solamente nel 25% è donna. Lo stalker è un individuo che non è in grado di elaborare ed accettare l’abbandono: nel momento in cui sente di perdere una persona importante, attiva automaticamente una serie di comportamenti orientati a mantenere un contatto ‘controllante’ con la vittima e farla desistere dal proposito d’allontanamento. Nella maggior parte dei casi soffre di rigidità relazionale (75%), ha spesso un disturbo della personalità (20%) e in misura minore soffre di una psicopatologia grave (5%). Secondo l’«Osservatorio nazionale stalking», poiché uno stalker su tre dopo la denuncia continua a perseguitare la vittima (spesso con maggiore intensità) le denunce sono in calo del 25%.

AMNESTY INTERNATIONAL – «La violenza sulle donne è uno scandalo per i diritti umani» si legge sul sito di Amnesty International che ha intrapreso la campagna contro la violenza sulle donne sin dal 2004. «In molte società questo problema si scontra con la mancanza di interesse, il silenzio e l’apatia dei governi». La campagna affronta le diverse violazioni dei diritti delle donne: dalla violenza domestica alla tratta, dagli stupri durante i conflitti alle mutilazioni genitali.

 

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