Modica. 85% dipendenti del Comune rinviati a giudizio per assenteismo

<strong>Modica</strong>. 85% dipendenti del Comune rinviati a giudizio per assenteismo

Registravano la propria presenza al lavoro strisciando il badge nell’apposita macchinetta e poi si allontanavano e si dedicavano ad attività private oppure timbravano la presenza di colleghi che nemmeno si presentavano a Palazzo San Domenico, sede del comune di Modica, in provincia di Ragusa. A finire nel mirino della guardia di finanza sono stati 106 dipendenti comunali, per i quali la Procura della epubblica ha chiesto il rinvio a giudizio, che rappresentano l’85% del personale in servizio all’ente.

Comune di Modica

Le indagini sono iniziate nel 2009, sulla base di alcune segnalazioni pervenute alle fiamme gialle e alla polizia. Agenti in borghese, confusi tra gli utenti dei servizi dell’amministrazione, hanno osservato per mesi il comportamento dei dipendenti comunali e, su disposizione della procura della Repubblica, in collaborazione con la polizia scientifica di Catania, sono state installate alcune telecamere nascoste in prossimità delle macchine bollatrici e degli ingressi al palazzo, in via Silvio Pellico e in piazza Principe di Napoli.

Il materiale registrato, contenuto in 52 dvd, è stato esaminato dalla polizia e dalle fiamme gialle, i cui uomini e donne hanno anche pedinato i dipendenti che, dopo aver timbrato, si allontanavano dal posto di lavoro. Dalle immagini delle videocamere sono emersi veri e propri gruppi organizzati, che si scambiavano il ‘favore’ di timbrarsi a vicenda il badge. Inoltre, molti dipendenti segnalavano al Comune lo svolgimento di ore di servizio straordinario, anche durante la sera o i giorni festivi, che però non erano mai state svolte. Altri, invece, ricevevano il buono pasto relativo a giorni in cui non erano in servizio. Tra i casi più eclatanti emersi dalle indagini, ci sono quello di un dipendente che passava le mattinate al bar o dal parrucchiere e di un altro che trascorreva le ore di servizio chiuso in macchina ad ascoltare musica o faceva visita agli amici.

A conclusione delle indagini, nel maggio 2011, con un blitz a Palazzo San Domenico la polizia ha sequestrato documenti, certificati di ferie, di riposi compensativi e di malattia, smascherando quei dipendenti che timbravano più di un cartellino o non erano sul luogo di lavoro nonostante il sistema di rilevamento ne confermasse la presenza. Nel maggio 2011 la Procura della Repubblica aveva chiesto la misura cautelare degli arresti domiciliari e della sospensione dall’esercizio del pubblico servizio ricoperto per 86 degli odierni indagati. A febbraio del 2012 il gip aveva respinto entrambe le richieste presupponendo che la condotta degli indagati non fosse “sintomatica di particolare pericolosità sociale e, come tale, non implicante un’esigenza di tutela della collettività, e non si giustificasse al fine di prevenire il pericolo di reiterazione criminosa del soggetto”. Ora la Procura della Repubblica ha chiesto il rinvio a giudizio per i 109 dipendenti.

Fonte LaPresse

 

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