NO al Radar Muos di Niscemi. Crocetta blocca le autorizzazioni

NO al <strong>Radar Muos</strong> di Niscemi. Crocetta blocca le autorizzazioni

Una vera “crociata” tutta siciliana a difesa dell’ambiente e contro le “forzature” della Marina americana che intende andare avanti con la costruzione del mega-impianto radar.

«Stiamo sospendendo i lavori in corso e abbimo avviato il procedimento di sospensione delle autorizzazioni perché riteniamo che ci siano dei vizi gravi delle autorizzazioni ottenute». Sono queste le parole del presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta che motivano la decisione di sospendere d’urgenza i lavori al sistema radar Muos di Niscemi, in provincia di Caltanissetta.

No Muos
No Muos

Un provvedimento che Crocetta ritiene «necessario» dopo gli scontri della notte scorsa quando i manifestanti hanno provato a bloccare i convogli che trasportavano attrezzature all’interno dell’area militare di Niscemi. «Avevamo chiesto – ha detto Crocetta – che non avvenissero forzature contro gli abitanti della zona, invece non è stato così».

Gli scontri sono avvenuti nel cuore della notte nelle contrade Gallo e Vituso a Niscemi quando i manifestanti buttandosi a terra hanno voluto fermare quattro camion e due gru che dovevano essere utilizzate per il montaggio delle grandi antenne satellitari. Le forze dell’ordine, che presidiavano la zona con numerosi posti di blocco, hanno risposto con i manganelli per permettere il passaggio dei convogli.

«Con la forza – afferma una nota del movimento No Mous – lo Stato ha voluto impedire che la popolazione che ospiterà questa installazione decida se accettare o meno il prezzo da pagare in termini di salute. Verrà probabilmente indetta a breve una grande mobilitazione per portare la questione alla ribalta nazionale».

In merito allo stop dei lavori per la realizzazione del radar, il governatore ha precisato che «la Marina Usa ha presentato uno studio sulla salute fatto da ingegneri che non pare siano autorizzati ad emettere pareri sanitari. Inoltre non è stato presentato uno studio sull’impatto che l’opera può avere sulla navigazione aerea del vicino aeroporto di Comiso e ancora non esiste alcuno strumento di monitoraggio di emissioni elettromagnetiche. Se le antenne si fanno funzionare tutte insieme potrebbero costituire un grave pericolo per la salute. I siciliani sappiano che non faremo alcuno sconto sulla salute dei cittadini per cui a nulla servono le forzature di stampo autoritario per imporre alla Sicilia strumenti che potrebbero essere collocati in aree più idonee, dove non ci siano rischi per gli abitanti».

L’informativa sulla sospensione dei lavori per il Muos è stata trasmessa dalla Regione siciliana al dipartimento Usa di Sigonella e al dipartimento della navigazione di Napoli. Crocetta ha inoltre precisato di non temere affatto «incidenti diplomatici con gli Stati Uniti perché il nostro comportamento è stato corretto. Studiando però le carte del progetto, abbiamo trovato vizi che potrebbero portare anche alla nullità degli atti già emessi». E sulla necessità di avvertire il governo nazionale prima della sospensione ha aggiunto: «Sarebbe inquietante se io per fare qualche cosa aspetti l’autorizzazione di Monti. Diciamo che sono molto autonomista».

Intanto anche l’assessore al Territorio e Ambiente Mariella Lo Bello, esprime «tutto il suo rammarico rispetto agli incidenti» avvenuti la scorsa notte non spiegandosi «il perché di tali accelerazioni per il completamento di un’opera ancora incerta e incompleta. Non siamo contro gli americani e non siamo contro il Mous – ha concluso la nota della Regione – ma vogliano avere tutte le garanzie per la tutela dei cittadini».

Le posizioni del governo regionale hanno soddisfatto i componenti del movimento del “No Mous”, gli amministratori locali dei comuni limitrofi al radar, e anche numerosi deputati dell’Ars che hanno espresso solidarietà ai manifestanti colpiti dagli scontri.

Pagina facebook del Movimento No Muos

 

K Il Muos
K Il Muos (Mobile User Objective System) è il sistema di comunicazione satellitare progettato per rendere più rapidi e più integrati gli scambi di informazioni dell’esercito americano. E’ costituito da quattro siti. Due sono localizzati negli Stati Uniti, in Virginia e nelle Hawaii, il terzo in Oceania e il quarto a Niscemi. L’impianto siciliano è localizzato all’interno del perimetro della riserva naturale della “Sughereta” e dovrebbe diventare lo snodo delle comunicazioni per il Medio Oriente e il Mediterraneo. Il posto è considerato strategico perché ospita già una stazione radio dell’esercito Usa e si trova a un centinaio di chilometri da Sigonella. Il progetto, che utilizza 5 satelliti di nuova generazione, è in avanzato stato di realizzazione.

Scrivi un commento da Facebook

3 Responses to "NO al Radar Muos di Niscemi. Crocetta blocca le autorizzazioni"

  1. Tempi e Terre   domenica 13 Gen 2013 at 10:00

    Nello Musumeci

    Noi non stiamo ne’ con Crocetta, che e’ intervenuto solo dopo gli scontri, ne’ con l’Udc, che si e’ schierata con Monti e contro il suo governatore. Noi stiamo con il movimento No Muos e con quei cittadini che rivendicano il diritto alla salute.

    Rispondi
  2. Tempi e Terre   domenica 13 Gen 2013 at 10:30

    Scontri tra manifestanti del movimento No Muos e forze dell’ordine sono avvenuti nella notte tra giovedì e venerdì a Niscemi, in contrada Gallo e Vituso, in occasione dell’arrivo di un convoglio con i mezzi per il montaggio delle antenne del Muos. Le forze dell’ordine hanno presidiato Niscemi con numerosi posti di blocco.

    I tafferugli sono avvenuti durante due blocchi organizzati a qualche ora di distanza l’uno dall’altro per impedire il passaggio dei mezzi, quattro camion e due gru, partiti da Belpasso e scortati da polizia e carabinieri lungo la SS Catania-Gela. Alcuni dimostranti hanno tentato di sbarrare la strada ai mezzi, mentre si sono mobilitati altri attivisti, che però non hanno potuto raggiungere la zona a causa dei numerosi posti di blocco.

    All’1.30 i No Muos giunti dai centri vicini hanno bloccato la strada tra Borgo S. Pietro e Caltagirone, mentre si sono formati altri presidi. I dimostranti parlano di alcune cariche della polizia.

    Rispondi

Lascia una risposta

Your email address will not be published.