Dal redditometro maggiori garanzie

Dal <strong>redditometro</strong> maggiori garanzie

Il nuovo redditometro formato famiglia con più di 100 voci di spesa sotto la lente del Fisco, si adegua al mutato contesto socio-economico dell’ultimo decennio, per renderlo più efficiente e fornisce al contribuente maggiori garanzie.

Redditometro
Redditometro

Potrà essere usato da marzo e sarà applicabile agli accertamenti relativi ai redditi delle persone fisiche del 2009 e anni successivi.

La determinazione sintetica del reddito potrà essere fatta sulla base del cosiddetto sintetico puro o spesometro, cioè sulla base delle sole spese effettuate, o sulla base di spese sostenute più alcuni valori figurativi, cosiddetto “redditometro”.

Quest’ultimo, in pratica, visto che alle spese sostenute aggiunge altre spese figurative, assorbirà di fatto il sintetico puro, diventando la modalità di accertamento più usata dal Fisco.

Per valorizzare le voci di spesa, si considera l’ammontare più elevato tra quello disponibile o risultante dalle informazioni presenti in Anagrafe tributaria e quello determinato considerando la spesa media rilevata dai risultati dell’indagine sui consumi dell’Istituto nazionale di statistica o da analisi e studi socio economici, anche di settore. Resta ferma la prova contraria del contribuente che potrà dimostrare di avere speso meno di quanto previsto dalle medie nazionali, o da altri studi socio economici, che, in alcuni casi, costituiscono la cosiddetta media dei “polli di Trilussa”, in base alla quale mediamente tutti mangiano un pollo, salvo appurare che c’è chi ne mangia tre e chi sente solo l’odore da molti anni.

Trilussa, nella poesia “La statistica” afferma infatti che se uno mangia due polli e un altro no, in media i due hanno mangiato un pollo, anche se di fatto l’altro il pollo non l’ha nemmeno visto. Va però detto che il nuovo redditometro, in parte basato su spese effettive e in parte su spese medie e figurative, rispetto a quello ancora applicabile fino ai redditi del 2008, è comunque più affidabile.

Il vecchio redditometro arrivava a presunzioni assurde in base alle quali, ad esempio, il solo possesso di due autovetture di grossa cilindrata faceva presumere redditi di oltre 50mila euro, anche se le due auto erano usate poco o niente nel corso dell’anno. E’ infatti vero che, rispetto al vecchio redditometro, il nuovo è sicuramente più affidabile. In caso di contenzioso in corso, se il reddito presunto dal nuovo redditometro risulta più basso di quello presunto dal precedente, il contribuente, in sede di giudizio, può chiedere ai giudici tributari di tenere conto dei risultati del nuovo strumento, più evoluto rispetto al precedente.

In proposito, il direttore dell’agenzia delle Entrate, Attilio Befera, sostiene che «nel nuovo redditometro non è infatti ammessa la vecchia presunzione che prevedeva l’applicazione di coefficienti di moltiplicazione a pochi beni e servizi (abitazioni, auto, imbarcazioni, aerei, cavalli, collaboratori domestici) al fine di ricostruire il reddito.

L’accertamento previsto oggi è invece fondato quasi esclusivamente su dati certi e situazioni di fatto inconfutabili, relativi a un ventaglio assai ampio di voci di spesa, evitando così indebite semplificazioni induttive e riducendo al minimo, entro limiti assai prudenziali, il ricorso a dati relativi a spese medie risultanti dall’indagine annuale Istat sui consumi delle famiglie.

In ogni caso il contribuente, prima della quantificazione della pretesa, ovvero dell’accertamento, è chiamato a verificare, in contraddittorio con l’ufficio, la correttezza dei dati contestati, in modo da evitare errori di quantificazione o imputazione della spesa». Insomma, meno “statistica” e più confronti con il contribuente per evitare contenziosi inutili.

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