Raffaele Lombardo “scende” in campo. Ormai certa la sua candidatura

<strong>Raffaele Lombardo</strong> “scende” in campo. Ormai certa la sua candidatura

Silvio l’ha convito ed ora ha un altro big siciliano in prima fila. Stiamo parlando di Silvio Berlusconi e di Raffaele Lombardo. All’accordo politico -a cui ha aderito anche Miccichè con Grande Sud- è seguito anche la candidatura dell’ex governatore della Regione Siciliana.

Raffaele Lombardo
Raffaele Lombardo

Raffaele Lombardo, quindi, guiderà la lista dell’Mpa al Senato. È stato Silvio Berlusconi a convincere ieri l’ex presidente della Regione, anche se l’ufficialità si avrà soltanto oggi.

E così il Pdl sistema un’altra bocca di fuoco nel risiko per la conquista del premio di maggioranza per Palazzo Madama in Sicilia.

Fino all’inizio della scorsa settimana Lombardo aveva respinto gli inviti a candidarsi.

«Ma mi ha chiamato di nuovo Berlusconi – ha detto ieri l’ex presidente della Regione – e mi ha ripetuto che lui è tornato in campo e che dovrei farlo anche io. Che insieme possiamo tornare a vincere, che bisogna ripartire. Effettivamente ha un senso tornare in prima linea invece di fare il tifoso». Lombardo nella notte è tornato a Catania: «Parlerò con i miei amici e poi daremo una risposta ufficiale a Berlusconi».

Mpa e Grande Sud potrebbero in extremis creare una lista unica al Senato per andare ben oltre il 3%, soglia minima, e conquistare più senatori. Ma per il momento resta prevista una lista dell’Mpa e una di Grande Sud per il Senato: a guidarla dovrebbe essere Roberto Centaro e lì dovrebbero trovare posto molti uscenti vicini a Miccichè, da Grimaldi a Stagno d’Alcontres.

Miccichè e Lombardo hanno strappato a Berlusconi anche due posti pesanti nella lista del Pdl al Senato: un autonomista sarà settimo e un uomo di Grande Sud ottavo. Il Pdl cederà, probabilmente a Rudy Maira, il quinto posto al Senato. La lista dei berlusconiani per Palazzo Madama sarà guidata da Renato Schifani. Al secondo posto posto Simona Vicari.

Battaglia per il terzo posto: tentano una riconferma in extremis il messinese Domenico Nania e il catanese Pino Firrarello. Ma entrambi hanno parecchie legislature alle spalle e Berlusconi vuole rinnovare: fuori perciò anche Tonino D’Alì, Enrico La Loggia, Antonino Battaglia e Giuseppe Palumbo. Ma nella notte il pressing di Nania e Firrarello è stato incessante: oggi il verdetto.

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