Mariano Ragusa esce dall’ Mpa: “l’alleanza imposta da Lombardo va contro gli interessi dei siciliani”

<strong>Mariano Ragusa esce dall’ Mpa</strong>: “l’alleanza imposta da Lombardo va contro gli interessi dei siciliani”

Terremoto politico nel Mpa agrigentino. Amministratori locale ed ex assessori provinciali, che non hanno gradito l’alleanza del partito di Raffaele Lombardo con il Pdl e di conseguenza con la Lega Nord, hanno lasciato il movimento per l’autonomia.

Mariano Ragusa
Mariano Ragusa

A capeggiare la fronda di transfughi è l’ex assessore alla Solidarietà della Provincia, Mariano Ragusa, candidato alle regionali con il Partito dei siciliani, a cui si aggiunge l’attuale consigliere provinciale Pellegrino Quartararo.

Ma a lasciare l’Mpa-Pds ci sono altri amministratori. I consiglieri comunali di Ribera: Antonino Oliveri, Paolo Vacante, Alessandro Dinghile, Giovanni Di Caro ed il vice sindaco Davide Caico; il consigliere comunale di Bivona, Francesco Restivo e l’assessore Giuseppe Noto Castagnino, i consiglieri comunali di Alessandria della Rocca: Vincenzo Leto e Alfonso Piscopo. Ed ancora l’assessore del Comune di Calamonaci, Pellegrino Spinelli ed il consigliere comunale di Realmonte Vincenzo Settembrino.

“L’alleanza con il centrodestra -si legge nella nota sottoscritta da tutti questi amministratori ed ex- è incoerente con gli obiettivi che il movimento si è posto fin dalla sua creazione, cioè di tutelare gli interessi della nostra terra. Ci chiediamo come sia possibile conciliare questa finalità con l’alleanza siglata con la Lega Nord. Tramortita dagli scandali che hanno investito la sua dirigenza, la Lega è tornata ad arroccarsi su posizioni palesemente anti-meridionalistiche. L’insistenza nella Lega Nord sul tema della tassazione locale, del lasciare al nord “i soldi delle nostre tasse”, dovrebbe essere abbastanza per far capire a chiunque che il “federalismo brutale” di stampo nordista e il proclamato meridionalismo riformista dell’Mpa sono inconciliabili, essendo l’uno l’antitesi dell’altro. Inoltre, la risposta data dall’ex presidente Lombardo per giustificare l’accordo con Berlusconi, “O con il Pdl oppure ci estinguiamo”, non è esaustiva. Noi crediamo che gli ideali e i valori, se si opera per realizzarli, non muoiono mai. Noi riteniamo -conclude la nota- che il posizionamento dell’Mpa all’interno della coalizione di centrodestra non sia coerente con i bisogni della nostra terra”.

Questo ultimo passaggio richiama anche alla posizione del presidente della Provincia, Eugenio D’Orsi che rimane nel Mpa e si ritrova a fare campagna elettorale con il Pdl che in Consiglio provinciale, da quando sono cambiati gli assetti di giunta, ha attuato una forte opposizione non solo nei contenuti rispetto alla giunta guidata dallo stesso D’Orsi.

Mariano Ragusa, che è stato sempre al fianco del presidente della Provincia, chiamato ad esprimersi sulla posizione “imbarazzante” di D’Orsi, dice: “So che il presidente è una persona seria e coerente. Lo invito solo a riflettere sul fatto che l’alleanza imposta da Lombardo alla base del Mpa-Pds va contro gli interessi dei siciliani ed in particolare degli agrigentini che si ritrovano nei bassifondi delle classifiche nazionali per qualità della vita”. Insomma Ragusa è sicuro che quale che sia la decisione di D’Orsi, il presidente sarà garante dei diritti dei cittadini agrigentini che amministra.

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