Le 10 certezze del nuovo redditometro

Le 10 certezze del <strong>nuovo redditometro</strong>
Redditometro
Redditometro

Il nuovo redditometro ha generato confusione e timori fra addetti ai lavori e stampa specializzata. Bisogna però dire che il nuovo strumento è molto più affidabile del vecchio, ancora utilizzabile per gli accertamenti dei redditi delle persone fisiche fino al 2008.

Ecco, di seguito, le 10 certezze del nuovo redditometro.
1) No agli accertamenti di massa. Il direttore dell’agenzia delle Entrate Attilio Befera ha affermato che “Il nuovo redditometro non sarà usato per accertamenti di massa. Sarà uno strumento di compliance”. Prima di emettere l’accertamento, è fondamentale il confronto ufficio-contribuente, previsto in due fasi: l’invito a fornire chiarimenti e l’invito obbligatorio del contribuente a comparire per fornire dati e notizie rilevanti ai fini dell’accertamento. Dal controllo sono di norma esclusi dipendenti e pensionati.

2) Esclusi il 99,90% dei contribuenti. I controlli da redditometro riguardano ogni anno circa 35mila cittadini. In pratica, su una platea di 40milioni di dichiarazioni di redditi, più del 99,90% dei contribuenti sono esclusi dagli accertamenti.

3) Stop alle presunzioni. Col nuovo strumento il Fisco avrà un approccio di verifica e di sola analisi del rischio di evasione. Nel nuovo redditometro sono escluse le presunzioni che prevedevano l’applicazione di coefficienti di moltiplicazione a pochi beni e servizi (abitazioni, auto, imbarcazioni, aerei, cavalli, collaboratori domestici) per ricostruire il reddito.

4) Confronto basato su dati certi. Il nuovo strumento è basato su dati certi e situazioni di fatto inconfutabili, relativi a un ventaglio di più di 100 voci di spesa, evitando così indebite semplificazioni induttive e riducendo al minimo, entro limiti prudenziali, il ricorso a dati relativi a spese medie risultanti dall’indagine annuale Istat sui consumi delle famiglie.

5) A rischio i falsi poveri con evasioni spudorate. Il redditometro prenderà di mira gli scostamenti superiori al 20% tra i redditi dichiarati e quelli presunti. Ci sarà anche una prima fase, cosiddetta di “assestamento”, in cui saranno presi in esame gli scostamenti più significativi, cioè quelli con evasioni spudorate.

6) Tollerate differenze fino a 12 mila euro. Nella fase iniziale sono esclusi dal rischio redditometro i contribuenti con differenze non superiori a 12mila euro.

7) Invito a fornire chiarimenti per chi è a rischio. Una volta rilevate le posizioni a “rischio”, gli uffici inviteranno i contribuenti a fornire chiarimenti.

8) Archiviazione a seguito delle giustificazioni. Se, a seguito dei chiarimenti, le “giustificazioni” del contribuente saranno condivise pienamente, l’ufficio potrà archiviare la richiesta.

9) Obbligatorio un nuovo confronto. Se l’ufficio non è “soddisfatto” dei chiarimenti, potrà procedere alla determinazione sintetica del reddito complessivo, invitando obbligatoriamente il contribuente a comparire di persona o per mezzo di rappresentanti per fornire dati e notizie rilevanti ai fini dell’accertamento e, successivamente, avviare il procedimento di accertamento con adesione.

10) Le “giustificazioni” del contribuente. I contribuenti, in sede di contraddittorio con l’ufficio, dovranno esibire la documentazione, per dimostrare che la differenza presunta, tra il maggior reddito sintetico e il reddito dichiarato, è giustificata, ad esempio, dal possesso di redditi esenti o da riduzioni di depositi bancari che erano nella loro disponibilità.

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