Muos, avviata la revoca delle autorizzazioni

<strong>Muos</strong>, avviata la revoca delle autorizzazioni

La Giunta di governo ha dato mandato all’Assessore al Territorio e Ambiente di procedere alla revoca delle autorizzazioni per il Muos.

No Muos
Stretto nella morsa dei “grillini” e del “fronte del no”, Crocetta sospende la costruzione del sistema radar

«Vista la nota con la quale – si legge nel comunicato della Presidenza della Regione – è stato avviato il procedimento di sospensione delle autorizzazioni concesse dalla Regione per la realizzazione del Muos;

considerata la mancanza di indagini preliminari circa le interferenze del Muos rispetto alla navigazione aerea dell’aeroporto di Comiso e l’assenza di studi sui danni arrecati alla salute dalle onde elettromagnetiche sviluppate dal sistema Muos;

tenuto conto che la Marina militare Usa non ha ancora sospeso i lavori e che sussistono i motivi come sopra esplicitati per la revoca delle autorizzazioni concesse, la Giunta delibera di dare mandato all’assessore al Territorio e Ambiente e al dirigente generale di avviare immediatamente il procedimento per la revoca delle autorizzazioni».

La decisione, arrivata in serata, fa seguito alle pressioni del M5s e delle commissioni Sanità ed Ambiente che in mattinata avevano promosso un confronto con studiosi. Dal confronto non ci aspettava una decisione, ma una parola chiara, attesa ed auspicabile. E, l’effetto immediato si è avuto.

Un percorso è stato tracciato. E, alla fine, come detto, Crocetta è tornato alla carica. La Marina militare Usa che farà? La partita non è chiusa, è solo sospesa.

 

Il confronto tra tecnici.

Patrizia Livreri e Luigi Zanforlin sono i due professori d’ingegneria dell’Università di Palermo che nel 2011 hanno dato parere positivo dal punto di vista ambientale e della salute sul Muos.
La Livreri ha difeso la relazione sua e del collega, ma non è andata oltre: «Sono sotto giuramento tecnico, non posso rivelare informazioni. Se le commissioni vogliono i dati devono fare una richiesta ufficiale». Per la Livreri, che considera il Muos un sistema di «telecomunicazioni innovativo» e «non un sistema d’arma di difesa», come viene valutato dai comitati «No Muos», «siamo di fronte a una farsa. Se si vuole veramente intervenire, la Regione discuta della vicenda Muos con lo Stato e l’Ue».

Massimo Coraddu, consulente esterno del politecnico di Torino: «Il Muos si trova a 200 metri dalla recinzione del parco naturale. Dopo c’è Niscemi, non sappiamo cosa succederebbe se venisse realizzato l’impianto radar. A pochi chilometri c’è anche un aeroporto e la realizzazione del Muos provocherebbe rischi alla strumentazione di bordo e guasti imprevedibili. Nei test effettuati su ciò che è già esistente, è stato accertato che si sforano i limiti di sicurezza imposti dalla legislazione italiana. Quello che potrebbe accadere una volta realizzato il Muos inquieta ulteriormente». Sulle 46 antenne già installate, Coraddu ha rilevato la poca trasparenza «delle autorità militari che non hanno voluto fornire all’Arpas informazioni utili a valutare gli effetti sulla salute, in base a quanto prevede la legge».

Angelo Levis (Università di Padova: «È ormai acclarato che nei luoghi dove sono installati sistemi radar è aumentata l’incidenza di tumori, leucemie e malformazioni varie; crescono anche i casi di autismo. Vi dico di stare molto attenti».
I politici hanno alzato la voce. Giuseppe Digiacomo (Pd): «Dall’audizione emergono troppi rischi. Gli uffici che hanno concesso quelle autorizzazioni illegittime, illegali e prive di trasparenza dovrebbero precipitarsi a revocarle, giacché sembra che volessero omettere la verità: il rischio per la salute è grave per un territorio ben più ampio dei confini della città di Niscemi».

GiampieroTrizzino (M5s), presidente commissione Ambiente: «Ci sono le condizioni per fermare per sempre la costruzione del Muos e l’annullamento con effetto retroattivo delle autorizzazioni della Regione».

Gino Ioppolo (Destra Musumeci): «Se è forse comprensibile l’assenza del governo americano (sia pure invitato) alla riunione è del tutto inspiegabile e ingiustificata l’assenza del governo regionale che occorre annulli con effetto immediato ogni provvedimento autorizzativo già concesso».

Piazza del Parlamento è stata presidiata da rappresentanti del movimento «No Muos» provenienti da Niscemi, che hanno protestato civilmente: «Non vogliamo che la nostra città diventi un’area strategica militare – afferma il sindaco Francesco La Rosa – vogliamo certezze sul prezzo che dovremmo pagare in termini di salute dei nostri cittadini. Solo allora potremo negoziare».

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