Precipitevolissimevolmente.La tempesta perfetta

<strong>Precipitevolissimevolmente</strong>.<br>La tempesta perfetta

Potremmo trovarci davanti alla tempesta perfetta, il sistema è in blocco e in questo momento potrebbe non esserci un sistema di sblocco”, anche perché il presidente della Repubblica, con la nascita della nuova legislatura, in base all’articolo 88 della Costituzione non ha più il potere di sciogliere le Camere.

giorgio_napolitanoA dare il senso della possibile gravità della situazione è il costituzionalista Michele Ainis che definisce alcuni scenari possibili di una situazione politica del tutto nuova per l’Italia.

Anche perché, osserva, con queste elezioni è “finito un ventennio di sistema bipolare e si è passati ad un sistema tripolare, nel quale due poli dovrebbero allearsi escludendo il terzo polo”. Ma il punto evidente è che oggi “i tre nuovi Poli, cioé Pd, Pdl e M5s, non sono coalizzabili e ciò provoca lo stallo”.

Ma è la complessità del percorso costituzionale che rappresenta davvero un’incognita per l’Italia. Le forze politiche saranno chiamate a grandi compromessi e cessioni di sovranità per non far “impallare” il sistema.

“L’articolo 88 della Costituzione (“Il Presidente della Repubblica può, sentiti i loro Presidenti, sciogliere le Camere o anche una sola di esse. Non può esercitare tale facoltà negli ultimi sei mesi del suo mandato, salvo che essi coincidano in tutto o in parte con gli ultimi sei mesi della legislatura“) prevede che – spiega Ainis – il presidente non può sciogliere gli ultimi sei mesi del mandato a meno che non coincida ‘in tutto o in parte’ con la fine della legislatura. Ma oggi inizia una nuova legislatura e quindi non può sciogliere”.

Non facile l’elezione del nuovo presidente del Senato. “Si insedia un nuovo Parlamento, e uno dei primi atti è quello di eleggere i presidenti di Camera e Senato. Siamo sicuri che si riuscirà ad eleggere il nuovo presidente del Senato?”, si chiede il costituzionalista.

Conseguenze non da poco anche per il Quirinale che potrebbe trovarsi di fronte ad una Camera che non riesce ad eleggere il proprio presidente, e neanche i gruppi parlamentari. “Ci potremmo trovare – aggiunge – in una situazione in cui il presidente non solo non potrebbe sciogliere le Camere ma neanche consultare i gruppi parlamentari…”.

Naturalmente questi sono i rischi che, pur reali, possono essere superati grazie ad accordi politici: “se i partiti trovano un accordo sul presidente del Senato questo si può positivamente proiettare sulla formazione del Governo ed anche sull’elezione del futuro presidente della Repubblica”.

 

Scrivi un commento da Facebook

Lascia una risposta

Your email address will not be published.