Berlusconi: voto anticipato? “non credo sia utile in questa situazione”

<strong>Berlusconi</strong>: voto anticipato? “non credo sia utile in questa situazione”

“Non credo sia utile in questa situazione”: cosi’ Silvio Berlusconi, ospite de La Telefonata di Maurizio Belpietro risponde alla domanda sulla possibilita’ di un rapido ritorno alle urne .

Silvio Berlusconi
Silvio Berlusconi

Non ci sono programmi su cui discutere. L’unico a portare avanti programmi in campagna elettorale sono stato io.

Quanto all’ipotesi di intese con il centro montiano, il leader del Pdl sembra molto scettico: “francamente non credo.

Monti, puntando solo sull’austerita’, ha messo l’Italia in una spirale recessiva, con risultati tutti negativi: e’ aumentato il debito, il problema della disoccupazione non e’ stato risolto e nell’anno di Monti hanno chiuso mille imprese al giorno”.

Immortale, Silvio Berlusconi.

Tutti lo davano per morto, e invece non solo ha tenuto botta, ma di fatto ha pareggiato, impattando la sinistra sia alla Camera e al Senato. A tutto ciò aggiungiamoci l’ingrediente Beppe Grillo, e ne esce un quadro di ingovernabilità assoluta.

Il Cavaliere ha vinto ancora: senza di lui non si governa. Ma Berlusconi non esulta. Ne La Telefonata di Maurizio Belpietro su Canale 5 il leader del Pdl non gioisce per il risultato, mantiene un basso profilo, afferma che si aspettava di vincere. Ora però tutti si chiedono: e adesso, che succede? Il Cav spiega che è troppo presto per dare delle risposte.

Riflette. Prende tempo. Ma i dati sono due.

Il primo: la netta chiusura a Monti e Casini, con i quali “probabilmente sarà impossibile stringere un’intesa”.

Il secondo invece è il possibilismo espresso sul Partito Democratico: “Abbiamo bisogno di riflettere – spiega il Cavaliere -. Il punto centrale è il bene dell’Italia. Bisogna vedere su quali programmi si potrà confluire”.

Con i piedi di piombo, insomma, ma possibilista. Sornione, Berlusconi attende la mossa di Pier Luigi Bersani, a cui con tutta probabilità, nonostante il margine risicatissimo (anzi, inesistente), il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, affiderà il compito (quasi impossibile) di provare a formare un nuovo governo.

 

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