Mario Torrisi, ex assessore regionale: “Originale l’idea dei Trinacria bond”

<strong>Mario Torrisi</strong>, ex assessore regionale: “Originale l’idea dei Trinacria bond”

Last updated on Marzo 21st, 2013 at 08:46 am

Mario Torrisi, ex assessore regionale: «Originale l’idea dei Trinacria bond»

Mario Torrisi
Mario Torrisi

E’ un manager bancario di 56 anni con esperienze in Interbanca e General Electric, è stato per meno di due anni assessore regionale del governo Cuffaro in qualità di tecnico. E da esperto gli chiediamo un parere sulle mosse del governo Crocetta.

«Si sta parlando di riorganizzazione dell’Irfis – dice – inglobando Ircac e Crias per costituire un ente finanziario regionale forte in grado di dare sostegno alle imprese. E’ una strada giusta che l’assessore Luca Bianchi ha intrapreso, anche se poi le buone idee debbono camminare sulle gambe degli uomini. Il piano del governo Crocetta è di riordinare le società partecipate dalla Regione e di questo c’è assoluto bisogno. Se Bianchi riuscirà a portare a termine questo riordino entro la legislatura avrà fatto un’opera meritoria».

In sostanza di cosa si tratta?
«Si parla di ridurre le società partecipate a cinque: dovrebbero essere St Trasporti, Sicilacque, appunto l’Irfis, Sviluppo Italia-Sicilia e Riscossione siciliana, e poi crearne altre due, una a indirizzo Sanità e l’altra per i Servizi informatici. L’intera costellazione delle società partecipate dalla Regione si ridurrebbe sensibilmente con notevoli risparmi per la scomparsa di troppi consigli di amministrazione e direttori generali. A spanne, e solo per questo, si può misurare un risparmio di un paio di milioni l’anno. Naturalmente il nodo centrale sarà l’Irfis, il cui compito è soprattutto focalizzato sulla piccola e media impresa siciliana. Di rafforzamento dell’Irfis si parla dagli anni 90, quando venne costituita una commissione presieduta dal prof. Luca Meldolesi. Venne fuori un’analisi approfondita con la proposta, tornata d’attualità, di inglobare Ircac e Crias, poi non se ne fece niente anche per le resistenze di Ircac e Crias, resistenze che si rinnovano anche in questa fase da parte degli artigiani e delle cooperative. Ma certamente un istituto più grande e più forte può rispondere meglio ai suoi compiti. Secondo me, ci dovrebbe essere una seconda fase, e cioè sotto il cappello dell’Irfis, questo grande mediocredito regionale, ci dovrebbe andare anche il fondo di private equity della Regione, Cape, attualmente in amministrazione straordinaria: sarebbe uno strumento molto importante e sotto la regìa dell’Irfis potrebbe dare risposte interessanti al sistema siciliano che soffre di sottocapitalizzazione. Ovviamente questi enti economici regionali debbono essere autonomi rispetto agli interessi politici specifici».

Il presidente Crocetta ha lanciato l’idea dei Trinacria bond per reperire liquidità e pagare i creditori. A suo parere, può funzionare?
«Bisognerebbe conoscere meglio i dettagli. Certamente è un’idea che ha profili di originalità e di innovazione. In sostanza sono emissioni obbligazionarie che sarebbero gestite e collocate dall’Irfis e garantite dal patrimonio immobiliare degli enti soppressi. Sarebbero emissioni a 5-10 anni che generano cassa e con questa cassa pagare i debiti verso le imprese siciliane che sono circa 2 miliardi. L’operazione servirebbe a spostare dal breve al medio e lungo termine una parte dell’indebitamento».

Esempio io avanzo un milione dalla Regione, prendo queste obbligazioni e vado in banca a ritirare i soldi?
«Le criticità di questa operazioni stanno nel fatto che il rating della Sicilia è basso, cioè tripla B+, e allora quale sarà il tasso collegato a questo rating per rendere appetibili queste obbligazioni? E a chi sono indirizzate? Penso che siano indirizzate a investitori istituzionali, oppure date direttamente in pagamento alle aziende che – poi attraverso convenzioni che la Regione potrebbe fare con le banche – potrebbero ottenere il pagamento dei propri crediti. E’ stato fatto dal Comune di Padova e in alcune Regioni come Lazio, Campania e Abruzzo. Ci vorrà però il parere positivo della Banca d’Italia e forse anche dalla Consob». lasicilia

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