Vittoria. Sulla “Strada” del Cerasuolo

<strong>Vittoria</strong>. Sulla “Strada” del Cerasuolo

Vittoria – Sulla “Strada” del Cerasuolo. Un vino di qualità, garantito dalla Docg in un territorio ricco di storia e cultura.

Perdersi tra i vigneti per ritrovarsi poi nelle piazze barocche o liberty nelle città patrimonio dell’Umanità, assaggiando i prodotti del territorio, dal formaggio all’olio, dal cioccolato al vino. Soprattutto il vino perché il percorso in cui ci si perde è quello della “Strada del vino Cerasuolo di Vittoria”.

Strada del vino Cerasuolo di Vittoria
Strada del vino Cerasuolo di Vittoria

Tre itinerari per conoscere terre che vanno da Caltagirone, in provincia di Catania, fino ad Ispica, lembo più estremo della provincia di Ragusa. Un’offerta turistica, tra cultura ed enogastronomia, che sta ottenendo sempre più successo e che non si rivolge solo ed esclusivamente agli appassionati di vino ma anche al turista della domenica per la classica gita fuoriporta, purché pianificata e organizzata per tempo.

Del resto molte delle 16 cantine aderenti alla “Strada”, anche grazie alla sensibilizzazione del Consorzio del Vino Cerasuolo di Vittoria, rimangono aperte e sono ben liete di ospitare i turisti, di far vedere i luoghi di produzione, di far assaggiare i vini. La “Strada” completa e in qualche modo amplia questa offerta del territorio coinvolgendo non solo le cantine ma anche alberghi, musei, bed and breakfast, negozi tipici. Un pieno coinvolgimento del territorio per un’offerta che è soprattutto di qualità. Del resto dietro a ogni buon bicchiere di vino c’è la storia di un produttore, della sua famiglia, dell’azienda e più in generale di un territorio intero.

«Il territorio della Strada del Vino Cerasuolo di Vittoria va dal barocco al liberty e si trova tra la provincia di Ragusa e quella di Catania, là dove iniziano le prime ondulazioni dei monti Iblei – spiega Ilenia Amarù, direttore della Strada del vino Cerasuolo di Vittoria – Territori legati da un denominatore comune, ovvero il nostro vino. Un territorio con ampie fasce incontaminate, dal collinare al marino, ricche di fascino mediterraneo e di testimonianze capaci di soddisfare le esigenze di un viaggiatore curioso, sensibile e attento. Città diverse per storia e tradizione, dove è possibile rintracciare i fasti di una cultura legata alla terra e al suo vino».

E per esaltare tutti questi aspetti, la “Strada” ha attivato tre itinerari. Il primo si chiama “Terre Calatine” e coinvolge Caltagirone, Niscemi, Mazzarrone, Licodia Eubea. Il secondo itinerario si chiama “Mesopotamium” e coinvolge Chiaramonte Gulfi, Acate, Vittoria, Comiso. Infine il terzo itinerario dal nome “Terre Iblee”, coinvolge Ragusa, Ibla, il castello di Donnafugata, Modica, Scicli e Ispica.

«Ci spingiamo lungo vari bacini turistici – spiega ancora la Amarù – andando dall’area barocca fino alle cantine, dalla sughereta di Niscemi alle visite in bicicletta tra Scicli e Sampieri, fino alle calvalcate tra vigneti e uliveti. E poi nelle masserie per assaggiare i formaggi appena prodotti, con la possibilità per i turisti stessi di realizzarlo, per finire alla dolce degustazione del cioccolato modicano. Non è insomma solo vino ma è l’immersione in tutto il nostro territorio. In vista della primavera questi itinerari diventano ancora più accattivanti con tantissime attività, compresa, tanto per dirne una, la visita all’allevamento di suino nero». Una poderosa offerta turistica che si avvale anche della sinergia con il Consorzio del Cerasuolo di Vittoria, il consorzio di tutela e valorizzazione, che ha ben sposato l’iniziativa della “Strada”.

E quest’ultima ha pensato non solo a materiale cartaceo che sarà presto distribuito nei punti turistici ma anche al coinvolgimento della popolazione attraverso azioni di marketing mirato.

Nelle prossime settimane, ad esempio, le vetrine dei principali negozi del centro storico di Vittoria ospiteranno il marchio della “Strada” assieme alla campionatura del vino. L’idea di rafforzare il territorio all’interno del territorio stesso.

«La Strada del Vino Cerasuolo – conclude il direttore – amplia dunque la prospettiva abbracciando il territorio e le tipicità che sono presenti, particelle e particolari del nostro paesaggio, che viaggiano di pari passo con il vino e con la voglia di lavorare in sinergia, come avviene con il Consorzio Cerasuolo di Vittoria». Il consorzio è l’organo preposto alla tutela del vino e al rispetto del disciplinare da parte delle cantine che producono il Cerasuolo di Vittoria, che da qualche anno è non solo Doc, ma addirittura Docg, ovvero una denominazione di origine controllata e garantita. E forse questo ulteriore passaggio ha permesso di ampliare ancor di più l’attenzione su questo vino e di conseguenza anche il mercato, soprattutto estero, come conferma il presidente del Consorzio, Francesco Ferreri: «Strada e Consorzio collaborano attivamente cercando di rendere sempre più disponibilile cantine presenti sul territorio, alcune delle quali permettono di poter pranzare o anche di restare a dormire. Si va verso la primavera e dunque verso una serie di eventi e iniziative che cominceranno con l’attività del Movimento del Turismo del Vino, cioè Cantine Aperte. Chi viene può visitare le aziende e assistere alle varie fasi di produzione del vino, immergendosi nei vigneti. Di certo ci sono i dati confortanti del mercato che, nonostante la crisi, vedono dei positivi segnali soprattutto all’estero».

L’appeal del Cerasuolo di Vittoria è infatti cresciuto negli ultimi anni tra i consumatori anche grazie all’ulteriore garanzia della Docg. «I dati sono molto interessanti – conclude Ferreri – A prescindere dai consumi in Italia, dove c’è una crisi e un calo dei consumi non indifferente, è all’estero che il Cerasuolo di Vittoria sta trovando la sua strada commerciale, a partire dal Giappone, ma sono in crescita anche i mercati della Germania, del Brasile, del Canada dove ci sono economie molto vivaci e i dati rincuorano i produttori vitivinocoli».

Il Cerasuolo di Vittoria nella sua tipologia attuale nasce nel 1606, quando fu fondata la città di Vittoria. La sua fondatrice Vittoria Colonna Enriquez, infatti regalò in quell’anno ai primi 75 coloni un ettaro di terreno a condizione che ne coltivassero un altro a vigneto. Intanto a giugno torna a Vittoria il Jazz Festival e la “Strada” organizza uno stage formativo con pernottamenti e degustazioni. Michele Barbagallo Lasicilia

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