Crocetta: “Spendere meno e aiutare i più poveri”

<strong>Crocetta</strong>: “Spendere meno e aiutare i più poveri”

Il governatore Crocetta indica gli impegni primari della sua Giunta, a cominciare da bilancio e legge stabilità.

Rosario Crocetta
Rosario Crocetta

Riportiamo un estratto dell’intervista fatta da Lillo Miceli (LaSicilia) al Presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta.

Presidente Crocetta il mese appena iniziato si annuncia pieno di importanti impegni per il governo regionale. Entro giorno 30 bisognerà approvare bilancio e disegno di legge di stabilità.
«Il mese di aprile si annuncia molto intenso. Spero che già dalla prossima settimana l’Aula approvi il disegno di legge sul doppio voto di genere che è una assoluta novità e pure il sistema per avere nelle istituzioni una significativa presenza femminile. E’ una svolta importante per la Sicilia».

Senza bilancio, però, non si può governare.
«Quello che approveremo sarà un bilancio all’insegna del risparmio e della qualificazione della spesa. Dobbiamo spendere meno, prevedendo come aiutare i più poveri. Il nuovo bilancio servirà a fare pulizia: cederemo un bel po’ di società partecipate. Per esempio, usciremo dal capitale della Compagnia delle Isole della quale ci ritroviamo soci per un gioco di scatole cinesi. Una delle norme della nuova finanziaria, dirà chiaramente che le società partecipate, non potranno partecipare ad altre attività. Perché alla fine non si capisce nulla, non c’è il controllo della spesa, né delle finalità che si vorrebbero raggiungere. Ma solo spreco di denaro pubblico. Insomma, bisogna mettere ordine in questo ginepraio che, purtroppo, non è l’unico. Le partecipate saranno ridotte a sei, rispondenti ad altrettante aree strategiche. I lavoratori delle società liquidate passeranno in quelle che rimarranno in vita o alla Regione. Anche per gli operai della forestale sarà prevista la possibilità di un impiego diversificato. Non solo nei boschi, ma anche nei comuni e negli enti che avranno bisogno della loro opera. Dobbiamo razionalizzare l’impiego delle risorse umane».

Non solo precari e forestali, ma anche migliaia di lavoratori del settore privato protestano quotidianamente perché le loro imprese sono state costrette a chiudere i battenti nonostante i crediti vantati nei confronti della pubblica amministrazione.
«Spero che al più presto si possa dare vita ai “Trinacria bond”, attraverso la valorizzazione del patrimonio, e potere dare risposte concrete alle piccole e medie imprese. Sarà l’Irfis-FinSicilia a curare l’emissione di questi titoli. Prevediamo anche la costituzione di un fondo per i più deboli: è molta la gente che in Sicilia è al di sotto della soglia di povertà. Non possiamo certamente restare indifferenti di fronte ad un problema così grave. Non si possono ignorare nuclei familiari che non dispongono del minimo reddito per sopravvivere».

Finora, abbiamo parlato di contenimento della spesa, di taglio degli sprechi e riduzione delle società partecipate. Per lo sviluppo dove saranno presi i soldi?
«Ci sono i fondi europei che dobbiamo impiegare per realizzare importanti infrastrutture. La collaborazione con il ministro della Coesione territoriale, Fabrizio Barca, ha dato grandi risultati. Alcuni progetti saranno finanziati con il Fas, mentre siamo molto avanti con il “Patto dei sindaci” che consentirà a molti comuni siciliani non solo di non pagare la bolletta elettrica, ma di introitare importanti risorse per finanziare i servizi, facendoli pagare meno ai cittadini. Dobbiamo accelerare anche sugli Ato rifiuti e gli Ato idrici».

Venerdì scorso, è stata pubblicata sulla Gurs la legge che ha abolito le Province, prevedendo la costituzione dei Liberi consorzi di comuni, entro il 31 dicembre del 2013.
«E’ necessario mettere mano subito a questa riforma, per studiare le competenze che dovranno essere affidate ai Consorzi ed ai singoli comuni. Ci sarà un gruppo di studio dedicato che dovrà lavorare in sinergia con l’Ars».

Intanto, bisogna fare i conti con il bilancio e disegno di legge di stabilità. Ammortizzare il deficit tra il “buco” di un miliardo ereditato dal precedente governo e i tagli statali, non sarà facile.
«Tutti i problemi del passato si scaricano sul bilancio. Faremo in modo che ciò non pesi su unico esercizio, ma di spalmarlo su un triennio. Continueremo il sistema della rotazione nei dipartimenti. Grande attenzione ci sarà sulle gare di appalto con la vigilanza del Dipartimento tecnico».

A proposito, com’è finita la nomina a dirigente generale di Gaetano Grasso?
«Grasso ha delle perplessità sull’autonomia del suo lavoro, essendo il Dipartimento tecnico inserito in un’altra struttura. Ma anche questo è un problema che stiamo risolvendo».

Cosa pensa dello stratagemma del presidente della Repubblica, Napolitano, per superare l’impasse che blocca la formazione di un nuovo governo dopo le elezioni di febbraio?
«Secondo me, va creato subito un governo. Mi piacerebbe vedere Annamaria Cancellieri alla presidenza del Consiglio e Pietro Grasso alla presidenza della Repubblica. Così si affronterebbe subito la profonda crisi che travaglia il Paese e potrebbero essere avviate le necessarie riforme».

Non sembra così facile, anche perché il Movimento 5 Stelle, che in Sicilia ha mostrato parecchio pragmatismo, a livello nazionale non ha voluto accordare la fiducia a Bersani. Né sembra sia disposto a farlo nei confronti di alcuno, tranne che per un proprio esponente.
«I grillini a livello nazionale sbagliano. Pensare di andare avanti con il solo Parlamento, è sbagliato. Non aumenta il livello di credibilità dell’Italia a livello europeo e internazionale. L’Italia non è il Belgio che è formato da due stati federali che hanno grandi competenze, compreso quello della polizia. I poteri del governo federale sono ridotti al minimo, per questo possono consentirsi anche di non eleggerne uno per diversi mesi».

Presidente, quando nominerà i due nuovi assessori della sua giunta, dopo avere ritirato le deleghe a Franco Battiato e Antonino Zichichi?
«Tra oggi e domani penso di risolvere la questione. Come si sa, ho indicato Rita Sgarlata per il Turismo e Antonio Presti per i Beni culturali. Presti, che tanto ha fatto nel campo dell’arte e dei beni culturali, ha delle perplessità. Ma spero che le superi».

Il suo pressing a che punto è?
«Discreto, ma costante. Spero di convincerlo perché ritengo che può dare un grande contributo anche a livello internazionale dove è molto apprezzato». lasicilia

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