2.6 milioni per il Piano triennale di zona del distretto socio-sanitario Ag7

2.6 milioni per il Piano triennale di zona del <strong>distretto socio-sanitario Ag7</strong>

Sanità, 2.6 milioni per il Piano triennale di zona del distretto socio-sanitario Ag7. Il presidente Michele Botta: “E’ una rivoluzione che garantisce servizi essenziali”.

assistenza_anzianiBorse lavoro per i disagiati e minorati psichici, strutture di ospitalità e contributi per gli alloggi, integrazione ai trasporti per chi effettua terapie di riabilitazione: sono solo alcune delle novità introdotte nell’ultimo vertice del Distretto socio-sanitario Ag7, di cui fanno parte i Comuni di Menfi, Sciacca, Montevago, Santa Margherita Belice, Sambuca e Caltabellotta.

“È la rivoluzione della 328 – ha detto il presidente del Distretto Michele Botta, sindaco di Menfi, facendo riferimento alla legge che istituisce e denomina i distretti socio-sanitari – Con la rimodulazione del piano di zona per il triennio 2013-2015 per la prima volta sono stati accantonati una serie di progetti che abbiamo ritenuto meno attuali rispetto alle necessità della nostra utenza, chiedendo all’assessorato regionale della Salute di dirottare i fondi destinati a questi progetti verso altre finalità, privilegiando quattro progetti principali”.

Si tratta di “Lavorando” (Borse lavoro per disagiati e minorati psichici che favoriscano l’inserimento professionale); “Comunità solidale” (strutture e fondi affitto per ospitare soggetti in difficoltà); Integrazione ai trasporti per chi si reca a fare terapia riabilitativa fuori dalla città di residenza (assicurando un servizio previsto dalla legge); e altre Attività integrative per minori disagiati che garantiscano servizi assistenziali primari più che quelli accessori. “Abbiamo eliminato ogni intervento superfluo e focalizzato l’attenzione sull’essenziale – ha sottolineato Botta –. Grazie a questi interventi si riusciranno a fornire servizi per due milioni e seicentomila euro nei prossimi tre anni, compensando quelle attività che i Comuni, a seguito dei ripetuti tagli di fondi statali e regionali, non riuscirebbero a fornire in autonomia di risorse”.

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