Indennità per presidenti e consiglieri delle Province abolite

<strong>Indennità</strong> per presidenti e consiglieri delle Province abolite

Lotta agli sprechi: “dimenticata” una legge che stabilisce una sorta di liquidazione pure per i sindaci.

In questi giorni di difficoltà per far quadrare i conti della Regione, il cui bilancio ancora è in alto mare, mentre si tenta di spaccare il millesimo di euro con tagli a volte anche disperati, nessuno, diciamo nessuno, dei moralisti di turno abbondanti nel modo politico regionale, si ricorda della famosa legge 2000/30 «norme sull’ordinamento degli enti locali». Una legge che distribuisce soldi a palate agli amministratori locali, comunali e provinciali, il cui importo complessivo incide molto sui bilanci.

Indennità politicaBasterebbe leggerla con attenzione per trovare delle perle nascoste tra le righe. Una per tutte: al punto f) dell’art. 19 si stabilisce una «previsione dell’integrazione dell’indennità dei sindaci e dei presidenti di provincia, a fine mandato, con una somma pari a una indenità mensile spettante per ciascun anno di mandato».

Insomma, una liquidazione. E meno male che non sia previsto il vitalizio come i parlamentari regionali, nazionali ed europei. E che non sia prevista, come per gli stessi parlamentari, l’indennità di avviamento alla propria attività professionali a fine mandato.

E poi sono previsti indennità di funzioni per i presidenti e i vicepresidenti dei consigli comunali comunali e provinciali, dei vicesindaci e dei vicepresidenti delle province, degli assessori e dei consiglieri, in rapporto alla misura della stessa stabilita per il sindaco e per il presidente della provincia. Transeat che le indennità previste per le rappresentanze provinciali non siano stata cassate in occasione del dibattito sul ddl per l’abolizione delle province. Qualche mese fa i tempi erano proprio stretti e non si poteva andare oltre la semplice enunciazione, altrimenti si sarebbe incappati nello svolgimento delle elezioni provinciali che invero, proprio per consentirne l’abolizione, il presidente della Regione, Crocetta, aveva differite di due settimane.

Ma ora che le province sono abolite crediamo che non si possa aspettare la discussione della legge organica sul nuovo assetto dell’ente intermedio per eliminare le indennità previste dalla legge 2000/30. Se si vuole, si potrà operare nella fase in corso del dibattito sui documenti contabili della Regione che alla fine paga per tutti.

Certo, sarebbe facile tagliare i fondi previsti per le province, ma anche per i sindaci si riterrà opportuno mantenere quella indennità di fine rapporto?

Per non parlare dello stipendio corrisposto alle azienda in ragione delle assenze dal lavoro dei consiglieri per l’espletamento del mandato istituzionale. E si sa che scandalo abbia provocato qualche mese addietro quando venne alla ribalta questa indennità, pure prevista dalla 2000/30. L’esame del bilancio serve anche ad abolire sprechi che fanno il paio con la vituperata tabella H.

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