Il nostro Oro Verde. “Feudotto”, grandi oli con il senso di appartenenza

<strong>Il nostro Oro Verde</strong>. “Feudotto”, grandi oli con il senso di appartenenza
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Feudotto

Nascono nel profondo Sud d’Italia alcune delle innovazioni più sorprendenti nel campo dell’agroalimentare. In un periodo di frodi ma anche di falsi a tavola c’è chi ha deciso di puntare sulla intera tracciabilità della filiera di produzione dell’olio d’oliva: dalla raccolta fino all’imbottigliamento. L’esempio viene da Menfi, comune in provincia di Agrigento, noto per la sua agricoltura votata alla qualità (olio e vino, soprattutto) ma anche per ospitare una delle spiagge più incontaminate dell’Isola.

Un patrimonio ambientale da non disperdere, capace di dare la marcia in più ai prodotti locali. Così la Goccia D’Oro, una azienda cooperativa nata 15 anni fa e che adesso si espande su mille ettari e composta da poco più di mille soci e capace di fatturare un milione di euro (al 2012) ha deciso di applicare alla sua linea di prodotti le norme più stringenti sulla tracciabilità agroalimentare. La produzione si attesta a circa 60 mila bottiglie all’anno per circa 17 mila quintali di olive lavorate. L’ultimo passo nella direzione della qualità totale è stato presentato al recente Sol, alla fiera di Verona.

A tutti i consumatori del proprio prodotto di punta (l’extravergine Feudotto) è possibile risalire ad ogni fase del ciclo produttivo: basta inserire sul sito web (http://www.feudotto.it/) il numero del lotto di produzione, e ciascuno potrà ripercorrere a ritroso tutti i passaggi che hanno portato al prodotto finale, fino a conoscere il nome del socio produttore. Un investimento da circa 20 mila euro per approntare il software di tracciabilità ma che già sta dando i propri frutti. Il fatturato del 2013, infatti, secondo le prime previsioni, potrebbe superare quello del 2012, anno del boom. La ricetta di questo successo è tutta basata su due parole: ricerca e apertura ai mercati esteri. La cooperativa, infatti, collabora fattivamente con l’Università di Palermo per l’innovazione nella produzione olearia, ed esporta in cinque Paesi (Canada, Irlanda, Germania, Olanda, Giappone) e in Italia nel canale Horeca e Gdo con i propri marchi.

L’Azienda, guidata dal presidente Giuseppe Oro e gestita dal direttore Accursio Alagna, ha intrapreso da tempo la strada del pagamento differenziato della produzione di olio secondo precisi parametri qualitativi. «Ai produttori associati offriamo», hanno spiegato i due, «inoltre, servizi di assistenza tecnica, di informazione e formazione alla produzione oltre ad attività di raccolta e controllo qualità». Una azienda all’insegna del piccolo e bello e capace di resistere alla crisi a colpi di innovazione. La mission aziendale è chiara: produrre un olio extravergine di altissima qualità e per farlo serve avere una attenzione maniacale all’intero processo di produzione organizzando una programmazione mirata.

L’Azienda, spiegano Oro e Alagna, è una vera e propria comunità, ma è gestita con la stessa cura di un’impresa familiare. Tutti hanno nei confronti dell’azienda un senso di appartenenza, ed è proprio questo senso di appartenenza che ci permette di essere competitiva sul mercato, perché ognuno si adopera affinché questa cresca e si sviluppi.

Fonte Milano Finanza

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