Finanziaria. Sì in Commissione. Crocetta avverte: “Non sarà mai la manovra giusta”

Finanziaria. Sì in Commissione. <strong>Crocetta</strong> avverte: “Non sarà mai la manovra giusta”

La commissione Bilancio dell’Ars, con notevole ritardo sui tempi previsti, sabato pomeriggio ha varato a maggioranza e con il voto favorevole dei M5S («è un sì provvisorio e un segnale di responsabilità, vedremo in aula le scelte del governo», dicono i deputati), il disegno di legge di Stabilità e il Bilancio, consentendo all’Aula l’avvio della siscussione generale. Eventuali emendamenti potevano essere presentati entro la mezzanotte.

Il dibattito a Sala d’Ercole, è stato rinviato dal presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone, alle 12 di oggi con il seguente ordine del giorno:
1) Progetto di Bilancio interno dell’Assemblea regionale siciliana per l’anno finanziario 2013;
2) Discussione dei disegni di legge “Bilancio di previsione della Regione siciliana per l’anno finanziario 2013 e bilancio pluriennale per il triennio 2013-2015 e “Disposizioni programmatiche e correttive per l’anno 2013. Legge di stabilità regionale”.

Il Presidente ha comunicato inoltre che lunedì 29 aprile alle ore 9  è stata convocata una Conferenza dei Capigruppo con la presenza del presidente della Commissione Bilancio e del Governo al fine di poter regolamentare al meglio il dibattito sui documenti finanziari.

vince_rosario_crocettaCon un inusuale intervento all’inizio della seduta, il presidente della Regione, Rosario Crocetta, ha voluto fare il punto sulle difficoltà economico-finanziare in cui il governo ha dovuto operare.

«Qualsiasi manovra si possa fare – ha detto Rosario Crocetta – non sarà mai la più giusta. Le esigenze da fronteggiare sono tante, ma esigue le risorse disponibili. E’ necessario ridurre la spesa inutile e valorizzare i progetti che creino opportunità di sviluppo. Siamo in una fase notevole per quanto riguarda gli investimenti programmati con i fondi strutturali e il fondo sociale europeo. Per un mero errore sono entrati nella manovra fondi non pertinenti, come nel caso del Patto dei giovani, che rischieremmo di vedere bloccato, creando una situazione non gestibile poiché frutto di una concertazione nazionale ed europea».

Riferendosi, poi, ai numerosi emendamenti contrari all’accorpamento delle società partecipate e sulla mobilità dei dipendenti, il presidente della Regione ha rilevato che in questo modo non solo si risparmia, ma si salvaguardano i livelli occupazionali. «Entro il prossimo 31 dicembre – ha sottolineato – secondo la legge nazionale, le partecipate non strategiche devono essere liquidate. Ricorrendo alla fusione per incorporazione di alcune di esse con quelle che invece potranno sopravvivere, potremo salvare l’occupazione. Conservare il sistema così com’è rischia di generare il paradosso di creare disoccupazione. Qualcuno ha ritenuto di presentare emendamenti per bloccare la riduzione delle partecipate, ma i lavoratori devono sapere che in questo modo non li salvano, li mandano al macello».

Il presidente della Regione è stato chiaro anche sulla vicenda della «Social Trinacria», l’associazione che ha assunto circa 3 mila ex Pip del Comune di Palermo: «Non c’è una convenzione con la Regione, si sono auto assunti e adesso c’è chi promette loro la stabilizzazione. Quei deputati che fanno queste promesse se ne assumono la responsabilità, perché queste persone non possono essere assunte dalla Regione. Nessuno ci può chiedere ciò che non possiamo. Lo dico a quest’Aula e lo dico a chi sta ascoltando fuori dal Palazzo». E dalla piazza dove da ieri gli ex Pip protestano si sono levati fischi e urla.

Voci critiche si sono levate sia dai banchi dell’opposizione che da quelli della maggioranza. Per il vice capogruppo del Pdl, Marco Falcone, «questa manovra non contiene misure per lo sviluppo. Il Pdl su molti emendamenti non ha fatto ostruzionismo. Anzi, in alcuni casi abbiamo votato a favore del governo». Concetto ribadito dal capogruppo Nino D’Asero che ha sottolineato le incertezza del governo in alcuni momenti cruciali.

Rilievi sono stati mossi anche da esponenti della maggioranza, come il presidente della commissione Sanità, Pippo Di Giacomo, che ha lamentato la mancanza di misure finanziarie per l’aeroporto di Comiso, «che dovrebbe essere il terzo aeroporto della Sicilia. Capisco che siamo in tempi di ristrettezze, ma credo che qualcosa si potesse fare. Parliamo di un aeroporto che con voli diretti potrebbe raggiungere buona parte dell’Europa e l’Africa. Abbiamo solo chiesto di appostare sul bilancio una voce che garantisse i controllori di volo. Invece, ecco 25 milioni per la “tabella H”». Giovanni Panepinto, da parte sua, ha esortato il governo a dotarsi di un progetto per il futuro della Sicilia.

Il vicepresidente della commissione Bilancio, Vincenzo Vinciullo, ha fatto le pulci alla manovra, rilevando, per esempio, che sono destinati 3,5 milioni di euro per la promozione del turismo interno, mentre sono previsti solo 100 mila euro al buono libri. Toti Lombardo (Pds-Mpa) ha annunciato la presentazione di un ordine del giorno che impegna il governo a rinegoziare con lo Stato l’applicazione degli articoli 37 e 38 dello Statuto.

Il capogruppo del M5S, Giancarlo Cancelleri, si è detto soddisfatto del clima positivo in commissione: «ma con durezza voglio esprimermi sui fondi della “tabella H”: chiedo alla presidenza di portare in Aula la lista degli enti che saranno finanziati».

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