Siti archeologici per eventi, la Regione li darà gratis

<strong>Siti archeologici</strong> per eventi, la Regione li darà gratis

Servirà ad attrarre investimenti e promuovere i beni culturali.

Presto un bando. Già redatta una lista con i principali teatri antichi, ma anche tonnare e parchi.

Per allestire un evento al Teatro Greco aretuseo non si dovrà pagare neppure un euro. Così come sarà gratuito organizzare uno spettacolo nella Valle dei Templi di Agrigento o nell’area archeologica di Segesta. La Regione, infatti, ha deciso di abolire il canone che sino ad oggi gli imprenditori privati hanno sborsato per l’organizzazione di manifestazioni e concerti nei siti archeologici più suggestivi dell’Isola.

Valle dei Templi di Agrigento
Valle dei Templi di Agrigento

L’idea è quella di affidare gratuitamente siti e teatri antichi a quei privati che vorranno promuovere spettacoli e, così, avviare un nuovo circuito turistico-economico. Una proposta che prenderà corpo fra pochi giorni come spiegano l’assessore regionale al Turismo, Michela Stancheris, con la collega ai Beni culturali, Maria Rita Sgarlata. «Abbiamo redatto un avviso unico – dice l’assessore Stancheris – che sarà pubblicato a breve sulla Gazzetta ufficiale della Regione per poter affidare agli imprenditori che lo vorranno i siti archeologici destinati ad ospitare eventi. Un’operazione connotata dalla massima trasparenza per ridare ossigeno al settore privato che sta vivendo una difficile crisi economica e, al contempo, promuovere i nostri beni culturali».

I siti inseriti nella lista della Regione sono numerosi. A Siracusa, saranno inseriti nel bando unico il Teatro Greco del parco di Neapolis, il Castello Maniace di Ortigia, il parco archeologico di Eloro a Noto e quello dell’antica Lentini. L’Odeon romano è il sito scelto per Catania mentre a Palermo è lo spazio a ridosso della Cuba. Ad Agrigento la valle dei Templi all’interno del cui parco sono state individuate sei aree destinate a eventi vari; e ancora il teatro di Eraclea Minoa. Ancora, anche il Teatro di Tindari e quello di Taormina. Sarà concesso gratis anche il sito dell’antica Morgantina e, nel territorio trapanese, il Teatro di Segesta, il parco archeologico di Selinunte e la Tonnara di Favignana.

Il bando prevede, dunque, la concessione dei siti ai privati senza il pagamento del canone. «Ciò consentirà di avviare investimenti nuovi – prosegue la Stancheris – ma anche la possibilità di rendere vivi, sempre, i nostri beni culturali evitando di “ingessarli”. Il progetto sarà discusso con gli addetti ai lavori di Assomusica e inserito nel contesto di un dialogo con gli operatori per una fruizione più vivace del patrimonio. Per questo, oltre alla promozione dei grandi eventi, immaginiamo di poter ospitare anche manifestazioni più piccole».

L’allestimento di spettacoli nei siti archeologici riapre anche la questione della loro tutela, manutenzione e corretta fruizione da parte dei visitatori. Specie per monumenti delicati qual è il Teatro Greco di Siracusa che attende da anni l’avvio di un restauro per la sua cavea lapidea usurata dal calpestio di migliaia di turisti. Un progetto per cui occorrono 3 milioni di euro che giace nei cassetti della Regione e che è firmato dall’allora soprintendente di Siracusa, Mariella Muti, sulla scorta dello studio e dei rilievi del monumento eseguiti da Giuseppe Voza.

«Il Teatro Greco necessita di attenzioni peculiari – dice l’architetto Muti, componente del comitato di gestione Unesco per Siracusa e val di Noto – così come gli altri siti archeologici. Per questo ben venga la gestione pubblico-privata dei beni culturali ma senza dimenticare l’esigenza primaria che è la loro salvaguardia e tutela oltre alla legittima richiesta dei turisti di poterli visitare senza impalcature né palchi. Siamo sempre stati d’accordo all’organizzazione di spettacoli al Teatro Greco ma in linea con il sito che ospita le Rappresentazioni classiche, magari prolungandone la stagione con eventi lirici ma non certo concerti rock».

Rassicura tutti l’assessore regionale Sgarlata. «Apriremo i nostri beni solo a spettacoli di grande levatura, nel pieno rispetto dei siti, della loro storia e della loro valenza archeologica».

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