Ripristinato il fondo rischi avverso i mancati introiti

<strong>Ripristinato il fondo rischi</strong> avverso i mancati introiti

Alla vigilia della relazione delle Sezioni riunite in sede di controllo della Corte dei conti sulla parificazione del rendiconto della Regione, la giunta Crocetta ha adottato ieri un ddl di assestamento di bilancio che ripristina il cosiddetto «fondo rischi», con 200 milioni a copertura delle eventuali mancate entrate relative ai residui attivi che ammonterebbero a 3,6 miliardi. Si tratta di crediti tributari ritenuti difficilmente esigibili.

«Il fondo rischi – ha sostenuto il presidente della Regione nel corso di una conferenza stampa – sarà alimentato da tagli alla spesa corrente, dalla valorizzazione del patrimonio regionale e con tutti i ribassi d’asta. In questo modo eviteremo macelleria sociale».

Rosario Crocetta

I residui attivi della Regione, compresi i trasferimenti statali ammontano a circa 15 miliardi, crediti iscritti in bilancio, ma non riscossi da oltre dieci anni, per diversi motivi. Il dato emerge dal rendiconto 2012 trasmesso dal governo alla Corte dei conti. Di questi 15 miliardi, quelli ritenuti in sofferenza sono 3,6 miliardi. «Nel 2014 e 2015 – ha aggiunto l’assessore all’Economia, Bianchi – il fondo aumenterà fino 500 milioni. In questo modo, mettiamo il bilancio in sicurezza, facciamo un’operazione verità, ma evitiamo anche ulteriori tagli al nostro rating». «Sono problemi che vengono dal passato – ha ribadito Crocetta -: sono state fatte previsioni di spesa che poi non si sono avverate».

Con il ddl che istituisce il «fondo rischi», il governo regionale previene anche la prevedibile censura della Corte dei conti in sede di parificazione del rendiconto che si svolgerà oggi. I giudici contabili anche lo scorso anno avevano acceso i riflettori sulla massa di residui attivi iscritti in bilancio. Inoltre, viene anche lanciato un rassicurante messaggio ai mercati finanziari ai quali la Regione dovrà ricorrere per ottenere i circa 650 milioni necessari per pagare i crediti che le imprese private vantano nei confronti della pubblica amministrazione.

Successivamente la giunta varerà un ddl per l’assestamento di bilancio che dovrà essere approvato dall’Aula, prima della pausa estiva. Sulla spesa dei fondi europei, ha ribadito che sta per essere messo a punto un crono-programma che i dirigenti generali dovranno scrupolosamente osservare. Chi non raggiungerà gli obiettivi rischia il «licenziamento».
Dalla moralizzazione dei conti alla moralizzazione della politica, il passo è stato breve. Il presidente della Regione ha lamentato che l’Ars non ha ancora esaminato il ddl sulla trasparenza e le incompatibilità tra la carica di deputato e di rappresentante di società che intrattengono rapporti economici con l’amministrazione regionale. Anche se non ha voluto pronunciarsi sul caso specifico delle indagini della magistratura messinese che hanno coinvolto il deputato nazionale Genovese e quello regionale Rinaldi, entrambi del Pd, Crocetta ha detto che ciò che è venuto finora a galla con le diverse inchieste gidiziarie (dalla formazione professionale al Ciapi e ai Grandi eventi) è solo la punta dell’iceberg a cui la politica non è estranea e ha annunciato che è stata sospesa una gara di appalto dell’assessorato al Turismo per l’importo di 15 milioni perché una delle società dell’Ati, la Space, «ha il certificato antimafia atipico».

Il ddl sulla trasparenza sarà esaminato dalla commissione Affari istituzionali, presieduta da Forzese, la prossima settimana. «Ritengo – ha dichiarato il capogruppo del Pd, Gucciardi – che questo ddl debba avere una corsia preferenziale all’Ars». Per Falcone, vicecapogruppo del Pdl, «questo ddl non è stato neanche incardinato. Se le esternazioni sono rivolte ad Arzizzone ne prendiamo atto».

Il presidente dell’Ars ha accolto con favore la notizia del ddl di assestamento del bilancio: «Mi auguro che nella prossima conferenza dei capigruppo, il governo voglia indicare le priorità legislative che finora hanno riguardato doppia preferenza di genere e abolizione delle Province».

Infine, Crocetta ha ribadito l’ennesimo «no» alle richieste di rimpasto della giunta.

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