Crocetta-Trigilia a confronto in vista scintille sui fondi Ue

<strong>Crocetta-Trigilia</strong> a confronto in vista scintille sui fondi Ue

Previsto duro faccia a faccia. Il governatore: «Colpa della task force romana».
Il ministro della Coesione: «Serve un’accelerazione sui soldi non spesi».

Potrebbe fare scintille, oggi, il previsto incontro tra il ministro della Coesione territoriale, Trigilia, e il presidente della Regione, Crocetta. Pomo della discordia la bassa percentuale d’impiego dei fondi europei 2007-2013.

carlo trigilia«La Sicilia ha speso solo il 18% dei fondi europei della programmazione 2007-2013 – ha detto Trigilia a Siracusa -. Resta poco tempo a disposizione per potere recuperare e non disperdere questa ingente somma di trasferimenti, non a caso incontrerò il presidente della Regione Siciliana, Crocetta, per dare un’accelerazione al recupero. I fondi europei – ha aggiunto – devono essere utilizzati in progetti ben strutturati in modo da rappresentare un trampolino di lancio per l’economia del sud-est della Sicilia e per il benessere sociale della comunità».

Ma Crocetta, che nei giorni scorsi ha riunito la sua giunta per stabilire un crono-programma dettagliato a cui i dirigenti generali della Regione devono scrupolosamente attenersi, non intende farsi carico di responsabilità che il suo governo ha ereditato. «Che ci sono ritardi – ha replicato il presidente della Regione – Trigilia lo deve dire alla task force nazionale che in combutta con quella regionale, non ha fatto nulla. Aggiustino le cose in casa loro, prima di dire a noi cosa dobbiamo fare. A dicembre, con Barca, avevamo stabilito un programma, ma Roma non sono stati tempestivi. Abbiamo ratificato il Piano azione e coesione a dicembre; Bonanno lo ha inviato al ministero a febbraio; il ministero lo ha trasmesso a Bruxelles a giugno. Io i dirigenti generali li ho cambiati, loro no».

Negli ultimi giorni, il nuovo dirigente generale della Programmazione, Falgares, ha lavorato alacremente per verificare misura per misura lo stato di avanzamento dei finanziamenti e su quali nuove misure, o misure che erano state accantonate, incrementare gli investimenti. La scorsa settimana si è riunito a Palermo il comitato di sorveglianza, composto da funzionari europei, statali e regionali ed è emerso che la Sicilia, per evitare il disimpegno automatico, dovrà spendere entro la fine dell’anno seicento milioni di euro, cento milioni al mese. In termini percentuali la spesa è al 18% (secondo fonti ministeriali), al 22% (secondo la Regione), ma dovrebbe già essere al 32%. Non è un’impresa semplice fare correre un terno che finora ha marciato a scartamento ridotto. Ma è indispensabile se si vuole evitare di restituire a Bruxelles qualcosa come 354 milioni di euro del Po-Fesr.

Questa la road map decisa dalla giunta regionale lo scorso 2 luglio: fra il 30 luglio e il 30 settembre dovrà essere completata, dall’assessorato alle Attività produttive, l’emissione dei decreti di finanziamento per gli aiuti alla ricettività turistica per un importo di circa 125 milioni di euro; entro il 30 luglio dovranno essere emessi i 68 decreti di concessione relativi ai centri commerciali naturali, che interessano circa 900 imprese su tutto il territorio regionale; entro trenta giorni il dipartimento Energia dovrà sottoscrivere il contratto di programma con il realizzatore del progetto di energie da fonti rinnovabili, per un valore di 12,5 milioni di euro; entro 10 dieci giorni dovranno essere emessi i decreti di finanziamento dei progetti esecutivi ammessi a valere sulla linea 2.1.2.1 e 2 per l’efficientamento energetico; sette giorni (martedì prossimo) sono stati concessi per l’emissione della graduatoria definitiva per il completamento della metanizzazione: 18 progetti per un valore di 74,7 milioni di euro.

Dieci giorni di tempo sono stati assegnati per l’emissione dei decreti di finanziamento il turismo termale (10 milioni di euro).

L’elenco comprendere anche decreti per la valorizzazione urbana (10 milioni); quindici giorni di tempo sono stati dati ai Beni culturali per l’emissione dei decreti di finanziamento del settore. I dirigenti generali che non rispetteranno le scadenze rischiano il licenziamento.

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