PeopleCooks. Comunità virtuale internazionale per buongustai

<strong>PeopleCooks</strong>. Comunità virtuale internazionale per buongustai

Last updated on Ottobre 2nd, 2012 at 12:16 pm

PeopleCooks

Non poteva che nascere nell’Isola, la terra dalla tradizione gastronomica più ricca del Belpaese, il social network che farà felici cuochi per diletto e buongustai. L’idea, semplice e allo stesso tempo geniale, è del siciliano Onofrio Carruba Toscano: far incontrare in una comunità virtuale internazionale chi ha tempo e voglia di cucinare per gli altri arrotondando il budget, e chi, anche fuori casa, cerca un genuino ristoro senza dover spendere una fortuna.

Nasce così PeopleCooks, più che una piattaforma, una tavola virtuale. Da una parte ci sono i People. Studenti e lavoratori stanchi di consumare pasti veloci, non sempre salutari, e magari anche costosi. Turisti curiosi di assaporare pietanze caserecce, o persone che non hanno grandi disponibilità economiche ma non vogliono rinunciare al gusto di cenare fuori in compagnia. Dall’altra ci sono i Cooker, i ‘padroni di casa’, pronti a mettere da una a cinque sedie in più attorno alla propria tavola e ad accogliere i People con un pasto completo in cambio di un contributo non superiore ai 6 euro. Un po’ di abilità ai fornelli per gli studenti universitari fuorisede si apre la possibilità di un piccolo guadagno. Lo stesso vale per chi vuole arrotondare lo stipendio, o semplicemente ama cucinare. Tutti, insomma, possono essere People o Cooker.

“L’idea – spiega Carruba Toscano – nasce per venire incontro a un’esigenza reale della gente che spende molto per pranzare fuori casa, spesa che in periodi di crisi diventa sempre meno sostenibile. Inoltre, c’è anche un risvolto sociale molto importante: si fa in modo che le persone siano meno sole, creando rapporti umani intorno alla tavola”.
Per diventare Cooker è necessario iscriversi al portale www.peoplecooks.it, versare una quota annua di 20 euro, mettere on line un video di presentazione di circa un minuto dove ci si presenta e si mostra anche la propria cucina privata, e indicare nella scheda indirizzo e contatti personali.

I People devono solamente accedere al portale e scegliere, attraverso il motore di ricerca interno, il Cooker più adatto alle proprie esigenze (per esempio il più vicino a casa, università, lavoro, ecc.). Dal video avrà una prima impressione del Cooker e dell’ambiente, e potrà quindi contattarlo direttamente per mettersi d’accordo su orari e modalità di ospitalità alla sua tavola. In pratica, PeopleCooks mette in comunicazione le persone che poi stabiliranno autonomamente le modalità del servizio, a condizione che il People consumi il pasto assieme al Cooker, mangiando ciò che il ‘padrone di casa’ ha preparato per sé e per i suoi familiari. L’altro vincolo è quello del prezzo: un pasto composto da primo, secondo, un frutto e acqua non potrà superare il costo di 6 euro (o dovrà avere un costo minore se il People consumerà solo un primo o un secondo).

Un’occasione straordinaria per riscoprire la convivialità e la condivisione, che tuttavia potrebbe nascondere delle insidie. Prima di buttarsi a capofitto nell’impresa di Cooker, è il caso di valutare se ci sono le condizioni per ospitare in casa propria estranei senza rischiare spiacevoli sorprese.

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