Il turismo siciliano condannato in Rete per troppa sporcizia

Il <strong>turismo siciliano</strong> condannato in Rete per troppa sporcizia

«Su Internet – dice il presidente di Federalberghi, Torrisi – commenti negativi che fanno perdere presenze».

Se la politica fatta sulla Rete ha prodotto negli ultimi tempi molti disorientamenti, sconvolgimenti, perplessità e polemiche, il turismo che viaggia su Internet a ruota libera è una delle nuove frontiere per scegliere le mete, ma anche una inesorabile trappola per chi offre il fianco alle critiche.

Così, torniamo sull’argomento, la Sicilia esce di fatto a pezzi dai commenti che migliaia di turisti lasciano sui siti specializzati, dove vengono chiesti giudizi sugli alberghi, i bar, i servizi in genere, ma anche sui luoghi, sull’accoglienza e sulla benedetta pulizia. Così “Sicilia bedda”, come certamente è, diventa anche “fetente”. Chi approfondisce un po’ la propria analisi non risparmia critiche, chi si spinge sino a fare parallelismi con altre località, finisce quasi sempre per bocciare i livelli assolutamente insufficienti legati alla pulizia.

Rifiuti

Non è roba da sottovalutare perché, come dice qualcuno, in fondo sulla Rete la gente dice quel che vuole, senza nemmeno l’onere della prova. Non sottovalutare, tanto per cominciare, perché, al di là qualche possibile esagerazione, il resto è sin troppo vero. E non derubricare a critica virtuale, perché quel che è scritto resta, lo leggono in milioni ed ha un suo valore. E, spesso, testimonianze fotografiche.

Nico Torrisi, presidente di Federalberghi Sicilia, spiega senza alcun dubbio: «Le conseguenze di questi messaggi che si moltiplicano sul web producono lo stesso effetto, ma moltiplicato all’inverosimile, del passa parola con cui si raccontano a parenti ed amici il proprio viaggio, le proprie impressioni e le proprie valutazioni. E’ chiaro che una massa enorme di messaggi negativi provoca un danno d’immagine alla Sicilia. Ma il vero problema, ovviamente, è riuscire ad evitare che i turisti si imbattano in spettacoli indecenti come quelli che, purtroppo, sono sotto gli occhi di tutti».

E’ tutto sporco, in sostanza, un po’ meno da qualche parte, troppo in tante altre. Taormina un po’ si salva, l’Etna, insistiamo, è un disastro che va affrontato subito e bene. Anche perché adesso che è patrimonio dell’Unesco ha più di prima i riflettori puntati non soltanto di chi viene a visitare la montagna, ma anche di chi si occupa di valutare il territorio, di analizzarlo, di riferirne a livello internazionale. E ogni recensione negativa è un danno, perché la concorrenza è feroce e non basta chiamarsi Etna, avere sole, neve e mare e la lava che ribolle per battere sempre tutti.

«E’ vero – conferma ancora Torrisi – l’Etna ha una sua unicità straordinaria, ma proprio per questo ha bisogno di attenzione e cure straordinarie». Un vecchio uomo di sport e di montagna catnese, Natale Nicotra, che da 60 anni si occupa dell’Etna, dello sci, del turismo (e non ha mai ricoperto alcuna carica negli enti che governano la montagna e lo sport), ci ha mandato in redazione le foto che documentano una campagna straordinaria di pulizia organizzata il 12 maggio del 1991 a Nicolosi dalla gloriosa Agonistica Sci K. Un’operazione, ricorda Nicotra, già fatta anche negli Anni ‘60 e ‘70. Scope e ramazze prese da uomini di sport e di montagna per ridare lustro all’Etna. Insomma corsi e ricorsi storici, impegno da un lato, ma anche incuria dall’altra, senza interruzione. Certo, diciamo a Nico Torrisi, c’è la gente che sporca, ci sono i soggetti che dovrebbero tenere pulito che faticano a farlo o non lo fanno, ma anche l’accoglienza, i servizi, l’ospitalità, forse, dovrebbe migliorare. Si racconta di bagni, frequentati da migliaia di turisti che fanno le escursioni, che sono peggiori delle latrine pubbiche abbandonate…

«Ci sono anche sull’Etna strutture che funzionano, ovviamente, ma lì come altrove ci sono lacune, defaillance gravissime che sconcertano turisti abituati, spesso, ad altri tipi di servizi, certamente migliori altrove. Sotto questo aspetto dico che tutti, noi albergatori in testa, gli esercenti, dobbiamo assumerci le nostre responsabilità. Perché non comprendere che un servizio igienico moltopoco igienico, oltre ad essere una vergogna quando lo si fa utilizzare, diventa elemento di enorme danno d’immagine per tutti, è molto grave». Fanno il giro del mondo sulla Rete le immagini delle discariche abusive che sorgono sulle strade che portano sull’Etna patrimonio dell’Umanità, così come chi arriva e chi parte dall’aeroporto di Fontanarossa si porta dietro lo sconcerto per lo spettacolo indegno cui assiste. Un’area sporchissima sin dall’uscita arrivi, Rom dentro e fuori l’aerostazione che, ormai, fanno anche da assistenti per pagare i parcheggi automatici, barboni che dormono a terra.

«Ho avuto proprio ieri – dice Torrisi – un incontro con il sindaco di Catania, Bianco, e con rappresentanti delle forze dell’ordine. C’è la volontà, ovviamente, dell’amministrazione di intervenire per quanto è di sua competenza, così come ogni autorità cercherà di affrontare e risolvere gli altri problemi. Certo è che in piena estate, cioè in un periodo di massima concentrazione di turisti che arrivano e ripartono, non stiamo mostrando nulla che possa essere ricordato positivamente scrivendo su Internet i ricordi del viaggio in Sicilia».

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