Capodicasa: “Zambuto con Renzi? Va bene”

<strong>Capodicasa</strong>: “Zambuto con Renzi? Va bene”

Intervista a 360° ad Angelo Capodicasa, leader del Pd, sulle prospettive del partito e non solo.

Angelo Capodicasa
Angelo Capodicasa

L’autunno in arrivo sarà per molti versi “caldo” per il Pd. Soprattutto dal punto di vista delle adesioni e dai tentativi di adesione. Se tra settembre e ottobre, infatti, sarà concretizzato l’ingresso di Marco Zambuto, in tanti “bussano” alle porte dei democratici, alcuni dei quali provenienti da ambienti del “fu” centro destra. Che il momento sia contemporaneamente importante per il radicamento (e l’acquisizione di pacchetti di voti) e delicato, per non stravolgere la natura e gli obiettivi del partito, lo sa in primis Angelo Capodicasa.

“Dopo diverse riunioni – spiega -, gli organi cittadini hanno scelto una via maestra, che è quella di applicare quanto già previsto: chi vuole aderire deve presentare una richiesta ufficiale alla quale gli organi danno poi risposta”.

Richiesta ufficiale che Zambuto vi ha fatto?
“Ha espresso la volontà politica, anche se non ha scritto materialmente la richiesta. Ovviamente non sfugge a nessuno che non si tratta di una normale procedura di ingresso nel partito, dato che si tratta del sindaco del capoluogo e la scelta di accettarlo nel Pd porta con sé delle conseguenze di natura politica”.

E’ ovvio che la discussione è anche sulle cariche. Se Zambuto sarà un sindaco Pd, i democratici dovranno andare in Giunta.
“Gli organi cittadini hanno scelto di separare il momento dell’iscrizione da quello politico. Per adesso stiamo valutando i risvolti e le ricadute di questa richiesta, partendo dagli obblighi di tipo burocratico. L’aspetto politico è stato trattato in un primo, e parziale, incontro durante il coordinamento ha presentato un proprio documento con punti programmatici da portare avanti”.

Come ha motivato la sua scelta di fare parte del Pd? Ha detto di essere stato sempre un esponente delle forze moderate e un uomo di centro. In questo momento, ha spiegato, le forze di centro sono deboli e non riescono più a dare risposte a quell’area di elettorato, quindi ritiene di poter dare il proprio contributo con quelle posizioni politiche e culturali nel Pd. Zambuto, molto più prosaicamente, diceva solo che l’Udc non prendeva voti.
“Per assolvere ad un compito di rappresentanza di un’area culturale devi anche avere un riconoscimento in termini di voti. In politica se hai una forza incidi, altrimenti no. Per Zambuto è il Pd la dimensione in cui spendersi, anche per le personalità che raccoglie”. Lui del resto ha detto di essere vicino alle posizioni di Renzi, quasi prima ancora del Pd. “Lui ritiene di essere vicino alle posizioni di Renzi, ma per noi non è un problema perchè Renzi è dirigente del Pd e che insieme a Bindi, Letta o Franceschini rappresenta l’anima più centrista e cattolica del partito”.

A livello locale, chi sono i renziani? Sono un nucleo a sé rispetto al Pd? Che consistenza ha il gruppo?
“Sono un fenomeno tutto sommato recente, esploso alle primarie, dove qui Renzi prese il 30 per cento. È un’area nuova. I rappresentanti sono coloro che si spesero in quella sede, come Daniele Camilleri. Da che io sappia non si tratta di un’area organizzata”.

Renzi quindi attualmente rappresenta un “punto di attracco” per soggetti con estrazione centrista. Si parla addirittura del centrodestra.
“Ci sono anche dei giovani, come Michele Catanzaro di Sciacca, primo dei non eletti in Cantiere popolare subito dopo Cascio”.

Si parla anche di parlamentari regionali, come Michele Cimino.
“Si, non so se Cimino è attratto da quest’area o no. La verità è che il Pd rappresenta un approdo politico per tanti perché si è capito che è un partito plurale, aperto, dove ognuno può giocare la propria partita politica”.

Avete concretamente il timore che gli elettori potrebbero non capire i nuovi ingressi?
“I nostri elettori decidono sempre, con le primarie e con i congressi. Non gli diamo un appuntamento ogni cinque anni. Tuttavia proprio per scongiurare questo problema abbiamo messo cura particolare nella realizzazione del percorso politico di chi vuole aderire al Pd. Nel caso di Zambuto, ad esempio, alle scorse comunali sostenevamo un altro candidato, ma il problema è adesso quello di capire se ci sono le compatibilità non tra Zambuto politico e il Pd, ma tra Zambuto amministratore e il partito. E’ chiaro, comunque, che quando entrerà nel partito diventerà un sindaco Pd e dovrà fare riferimento al partito e scegliere insieme agli organismi del partito, nei limiti della sua libertà da amministratore”.

Del resto le colpe saranno vostre, in caso di ripensamenti o errori.
“Saremo garanti delle sue scelte amministrative. Ci metteremo la faccia, saremo corresponsabili, quindi abbiamo voluto delle garanzie, che ci sono comunque state date”.

Agrigento priva di segretario cittadino dalle dimissioni di Luparello. Questo ruolo potrebbe andare a Zambuto?
“Di solito distinguiamo cariche amministrative e direzione del partito, si creerebbe corto circuito tra controllore e controllato, in un certo senso”.

Con Zambuto, comunque, avete già almeno un paio di punti su cui discutere: uno è Terravecchia, con il Comune a spingere per la realizzazione delle opere e il Pd molto preoccupato per l’appalto. L’altro è la gestione idrica: in questo caso siete voi a spingere per il completamento delle opere, mentre Zambuto punta al passaggio del servizio al pubblico. “Ci confronteremo con Zambuto a settembre con alcuni punti più spinosi, e tra questi uno è quello dell’acqua. Terravecchia sicuramente è un problema. Perché il partito non lo considera in linea con un’idea di rinascita del centro storico, mentre il Comune lo vede come una grande opportunità. Si tratta comunque di divergenze che ci possono anche stare. Del resto in questi anni siamo stati opposizione”. Una opposizione non “memorabile” in aula Sollano. La nostra è stata ad ogni livello un’opposizione non frontale, anche perché non sono state prese posizioni totalmente contrarie alla nostra linea né vi sono stati scontri di natura politica”. Non c’erano motivi di scontro, insomma. “Del resto sei anni fa fummo noi a collaborare alla sua elezione in modo decisivo. Mai stati contrari al politico Marco Zambuto”.

In tanti vogliono avvicinarsi a voi: quello che resta di Fli, il movimento di Gentile, Api, Voce Siciliana, Il Megafono. Corrisponde?
“Non si tratta di novità, anche se vi sono anche alcune individualità. C’è un grande interesse intorno al Pd, e credo sia comprensibile perché attualmente non ci sono altri partiti a cui rivolgersi per chi ha una sensibilità politica di centro. Il Pd è un partito vero, dove ognuno può confrontarsi e scontrarsi senza veti. Per tutti questi eventuali ingressi, ovviamente, ci sarà il tempo per dibattere e confrontarci”.

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