Agricoltura. Gli agricoltori: non sospendete gli aiuti. Senza le agevolazioni fiscali siamo finiti

<strong>Agricoltura</strong>. Gli agricoltori: non sospendete gli aiuti. Senza le agevolazioni fiscali siamo finiti

Last updated on Ottobre 2nd, 2012 at 12:12 pm

Agricoltura

Confagricoltura, Cia e Coldiretti lo chiedono a gran voce. Bisogna prorogare al 31 dicembre 2013 la cosiddetta «legge Cuffaro» sulla agevolazione fiscale prevista dall’articolo 60 della Lr n. 2 approvata dall’Ars il 26 marzo 2002 per l’acquisto di terreni agricoli. «La mancata proroga – afferma Gerardo Diana, presidente regionale di Confagricoltura – è l’ennesima jattura per l’agricoltura siciliana. Perché si tratta di una norma che avrebbe potuto aiutare il settore e gli imprenditori agricoli, alle prese con una crisi senza precedenti. Invece, impedendone la proroga per ragioni incomprensibili, si è finito per dare una mazzata ad un positivo processo di accorpamenti aziendali avviati per rispondere alle richieste comunitarie. La norma costava poco e dava grandi benefici».

La proroga al 31 dicembre 2013 – inserita prima nel Ddl n. 732-672-699-700-713 approvato dall’Ars il 9 novembre 2011 e poi nel Ddl n. 829/A riguardante l’autorizzazione per l’esercizio provvisorio approvato, sempre dall’Ars, il 28 dicembre successivo – è stata impugnata dal Commissario dello Stato, il prefetto Carmelo Aronica. Il quale, ha rilevato, riferendosi al Ddl approvato a novembre, che «non contiene, a differenza di quanto previsto dall’articolo 60 L. R. n.2/2002 e dall’art. 32 della L. R. n.2/2007, né la quantificazione delle minori entrate per il biennio 2012-2013 né, tantomeno, l’indicazione delle risorse con cui farvi fronte, ponendosi così in palese contrasto con l’art. 81, 4° comma della Costituzione».

La «legge Cuffaro» in dieci anni – per riconoscimento unanime – è stata utilissima a cambiare il volto del patrimonio agricolo siciliano, visto che mira, come si legge nel testo dell’articolo 60, a «favorire la ricomposizione fondiaria, aumentare le economie di scala e ottimizzare il ritorno degli investimenti nel settore agricolo». Inoltre, permette l’acquisto sia agli imprenditori agricoli che agli Iap (Imprenditori agricoli professionali) cioé quanti sono interessati ad operare in agricoltura pur avendo un’altra attività lavorativa principale, con un’imposta di registro dell’1% del valore dichiarato contro un’imposta nazionale del 18. L’obiettivo è duplice: da un lato, incoraggiare le imprese agricole ad ingrandirsi (la dimensione media in Sicilia è di 4,8 ettari); dall’altro, aumentare il numero dei soggetti, oltre gli imprenditore agricoli, che vogliono investire nel settore. Per questo motivo l’articolo 60 della legge regionale n. 2/2002, come approfondito dall’articolo 20 comma 15 della L. R. n. 19/2005, prevede un regime fiscale agevolato con esenzione dalle imposte di bollo e catastali e applicazione delle imposte di registro ed ipotecaria nella misura di cui all’articolo 9 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 601, a favore di chiunque ponga in essere gli atti elencati al primo comma dell’articolo 1 della legge 6 agosto 1954, n. 604 (atti di compravendita, di permuta, atti di concessione di enfiteusi, atti di affitto e compartecipazione a miglioria) alla sola condizione che abbiano ad oggetto terreni agricoli secondo gli strumenti urbanistici vigenti alla data di stipula dell’atto e loro pertinenze.

Una prima proroga al 31 dicembre 2011 del regime fiscale agevolato era stata approvata con la legge regionale 8 febbraio 2007 n. 2 “Disposizioni programmatiche e finanziarie per l’anno 2007”.

«La proroga – ribadisce Carmelo Gurrieri, presidente di Cia Sicilia – va riproposta nella legge finanziaria, con l’indicazione della copertura finanziaria per impedire che il Commissario dello Stato la impugni ancora una volta. Questa sarà quello che chiederemo. La legge, tra l’altro, ha favorito, come emerge dai primi dati del censimento Istat, all’aumento della dimensione delle aziende agricole siciliane, così come ci chiede l’Unione europea, per garantirne la redditività. La “legge Cuffaro” è un mattone dell’edificio agricoltura».

«Si tratta di una vicenda kafkiana – sostiene Salvatore Taranto, direttore di Confagricoltura Sicilia – perché nella proroga di novembre, la cosiddetta legge 25, non fu prevista alcuna copertura; dopo l’impugnativa del Commissario, fu reinserita nell’esercizio provvisorio con una copertura di 200 mila euro nel biennio, una cifra obiettivamente ridicola. Ma il problema non è il “quantum” e il Commissario impugna di nuovo la legge, sostenendo che può essere approvata soltanto quando si avrà la certezza delle somme che servono per coprire il fabbisogno. E qui scatta la vicenda kafkiana: come si fa a varare una norma che preveda già quanto servirà per coprire il mancato introito dell’Agenzia delle Entrate senza conoscere quanti saranno gli atti notarili che verranno stipulati nel biennio della proroga? Il Commissario poteva lasciarla approvare visto che si trattava di esercizio provvisorio e quindi la somma poteva essere integrata successivamente. Invece siamo punto e daccapo».

«La mancata proroga delle agevolazioni fiscali – sostiene il presidente regionale della Coldiretti, Alessadro Chiarelli – è un disastro per l’agricoltura siciliana insieme con l’Imu in arrivo. Io chiedo con forza l’approvazione della proroga, ma al contempo denuncio l’uso distorto della legge da parte di speculatori che nulla hanno a che fare con l’agricoltura. Per questo sostengo che vada accertata la destinazione esclusivamente agricola del terreno acquistato usufruendo delle agevolazioni fiscali previste».

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