Mafia e politica, poche denunce ma “dilaga” il voto di scambio

<strong>Mafia e politica</strong>, poche denunce ma “dilaga” il voto di scambio

La Relazione della Dia al Parlamento sulla criminalità organizzata in Italia. E Matteo Messina Denaro resta il leader indiscusso di Cosa Nostra.

Cosa Nostra attraversa una fase di «arretramento» per il «progressivo depauperamento delle risorse» umane ed economiche «causato, tra l’altro, dagli interventi di organi investigativi sui patrimoni delle consorterie». Nel contempo «mostra segnali di una progettualità volta alla riorganizzazione e riaffermazione del proprio potere». Lo dice la Direzione investigativa antimafia (Dia) nella relazione al Parlamento sul secondo semestre 2012.

Dia

Secondo le indagini della Dia, Cosa Nostra sta vivendo un ricambio generazionale, con una struttura sempre meno conforme agli schemi con mandamenti e famiglie. Ma – sottolinea la relazione – all’interno di Cosa nostra, la leadership di Matteo Messina Denaro, capo della mafia trapanese, «resta indiscussa». E il latitante è «in grado di godere di una rete di sostegno e protezione vasta e articolata».

Mafia e politica
La Dia pone poi l’accento sul reato di voto di scambio, affermando che il calo delle denunce non dà un’idea esatta delle proporzioni e dell’estensione del fenomeno del voto di scambio. «La riduzione registrata nell’ultimo anno dei valori già esigui inerenti ai soggetti denunciati/arrestati per il delitto di cui all’art. 416 ter del codice penale sullo scambio elettorale politico-mafioso – spiega la relazione – non sembra rendere nella dovuta misura il fenomeno dell’inquinamento mafioso del voto. Tale discrasia va posta in relazione alla ridotta estensione del dettato normativo, che limita la fattispecie delittuosa alla sola dazione di denaro».
Più in generale, in relazione al rapporto mafia-politica, la relazione della Dia segnala come «lo scioglimento di tre consigli comunali per infiltrazioni mafiose, il commissariamento di una amministrazione comunale e i riscontri investigativi dimostrano che, anche nel semestre in esame, l’area di contiguità tra politica, imprenditori e mafia si è consolidata in un vero e proprio sistema criminale, proteso a esercitare un concreto potere decisionale di ogni singolo aspetto del vivere sociale, economico e politico».

Mafia ed economia
L’infiltrazione della mafia nei circuiti legali dell’economia ha «effetti dirompenti sul buon funzionamento dei mercati e sui processi di sviluppo», scrive la Dia. «L’ampia disponibilità di risorse di illecita provenienza – è sottolineato nella relazione – la compromissione del principio della libera concorrenza e il supporto di oscure reti relazionali fanno sì che le imprese mafiose prevalgano a discapito dei criteri di selezione basati sulla qualità, il merito e l’iniziativa».
La relazione sottolinea anche che «la pressione dei sodalizi mafiosi nei territori di storico insediamento continua ad avere, specie in alcune aree, carattere di endemicità». Ma la «costante azione di disarticolazione posta in essere dalle forze di Polizia e dalla magistratura ingenera, nell’ambito delle consorterie mafiose, dinamiche di ridefizione degli assetti e dei ruoli».
«In talune aree del Paese – segnala ancora la Dia – le suddette dinamiche trascendono in cruenti conflitti tra formazioni antagoniste, di tale virulenza da costituire primari fattori di criticità sotto il profilo della sicurezza pubblica».

Mafia cinese
Un’ampia parte della relazione della Dia è poi dedicata alla “mafia con gli occhi a mandorla”. Secondo il monitoraggio della Direzione antimafia, nelle organizzazioni criminali cinesi si ravvisa una «forte propensione a penetrare il tessuto economico con modalità apparentemente legali», per esempio rilevando attività commerciali. Una propensione che non sembra risentire della crisi. Nel documento la Dia parla di un fenomeno di «colonialismo commerciale-finanziario da parte delle organizzazioni asiatiche» che «non si limita alla piccole-medie imprese o a locali filiere di distribuzione, ma interessa vere e proprie holding azionarie», leader in svariati settori del made in Italy.

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