Lunedì il rientro con la fiaccola olimpica per Luca Parmitano

Lunedì il rientro con la fiaccola olimpica per <strong>Luca Parmitano</strong>

Ultimi giorni sulla Iss per Parmitano. Lunedì il rientro con la fiaccola olimpica.

Sembra ieri, eppure sono trascorsi quasi sei mesi da allora: era il 29 maggio, quando “adrenalinico” – così si definiva – l’astronauta siciliano Luca Parmitano ha staccato la propria ombra dalla terra.

Luca ParmitanoOggi afferma – e lo fa dallo spazio – di essere “emozionato”, a pochi giorni (dopo averne vissuti ben 165 in orbita) dal rientro sulla terra dopo la missione a bordo della Stazione Spaziale Internazionale.

Parmitano è nato trentasette anni fa a Paternò e cresciuto alle pendici dell’Etna, fra gli inverni trascorsi a Catania e le estati alternate fra Aci Castello e Ragalna. Al momento l'”abitante sulla ISS” è ancora impegnato nella missione “Volare” che passerà alla storia per importanti primati conseguiti, solo per il fatto che – assegnata all’Agenzia Spaziale Italiana dalla Nasa – è stata la prima di lunga durata.

Ebbene, il primo italiano della storia a compiere la passeggiata spaziale sta per preparare le valigie per rientrare sulla terra; sta per concludersi – la data è quella del prossimo 11 novembre – la «Expedition 37».

E’ conto alla rovescia: ultimi giorni d’intenso lavoro allora per Luca Parmitano che sta, inoltre, organizzando quanto di necessario per l’arrivo della torcia olimpica di “Sochi 2014”, i giochi olimpici invernali che si svogeranno in Russia. Insieme con l’attuale comandante della stazione spaziale, il russo Fyodor Yurchikhin, l’astronauta italiano sta lavorando all’appuntamento con la Soyuz TMA-11A che porterà a bordo la torcia delle Olimpiadi invernali.
La passeggiata spaziale con la torcia olimpica è in agenda sabato, dalle 15,30 ora italiana. Dopo questa tappa inedita la torcia sarà riportata sulla Terra a bordo di una capsula Soyuz da Yurchin Parmitano e la statunitense Karen Nyberg (anche lei ingegnere di volo come l’italiano).

Attualmente oltre a Parmitano, Yurchikhin e Nyberg, come “abitanti” sulla Iss, vi sono anche l’americano Mike Hopkins ed i russi Oleg Kotov e Sergey Ryazanskiy. Alle 14:30 (20:30 italiane) di domenica prossima, 10 novembre, inizieranno le operazioni per il ritorno sulla Terra. Prima festa di saluto e passaggio di comando della Iss, quindi chiusura della botola. Lo sgancio dovrebbe avvenire – secondo il programma della Nasa – alle 18 (mezzanotte italiana).

L’atterraggio sarà alle 4 nei pressi della città di Dzhezkazgan, in pieno deserto del Kazakistan. In serata Parmitano dovrebbe atterrare a Mosca all’aeroporto Chkalovsky che serve lo storico centro spaziale di Star City.

Intanto l’obiettivo dell’equipaggio della ISS e del cosmonauta siciliano è preparare alcuni esperimenti scientifici anche nel campo della medicina che non possono essere eseguiti in qualsiasi altro luogo sul pianeta.
La missione del militare etneo ha avuto tra gli altri scopi anche quello di diffondere la conoscenza del mondo spaziale e di divulgare – soprattutto alle nuove generazioni – messaggi positivi.

Di sua spontanea volontà, Luca Parmitano ha aperto una finestra spaziale sulla Terra da dove noi “terrestri” abbiamo avuto modo di affacciarci simbolicamente, anche grazie alla serie infinita di immagini meravigliose piovute da tutto il mondo; scatti accompagnati da frasi che il cosmonauta ha condiviso in uno scambio interculturale.

Foto mozzafiato con la luna, il sole, le nuvole, la pioggia, ed ancora, l’alba ed il tramonto, da ogni singolo “angolo” dell’universo, senza escludere – anzi – la

Trinacria illuminata di notte e la Sicilia con l’Etna in eruzione.
Insomma l’avventura di Luca Parmitano è divenuta la nostra. Come per incanto l’astronauta paternese ha tolto ogni barriera.

Cinque mesi fa, prima di partire, Luca Parmitano aveva rilasciato un’intervista al nostro giornale a poche ore dal lancio: dopo aver salutato le sue due piccole bambine Maia e Sara nonché la moglie Kathy, aveva detto lettori: «Non vedo l’ora di passeggiare nello spazio. Sogno da sempre di galleggiare nell’universo e di raccontare cosa accade lassù».

Ebbene, così è stato: la missione “Volare” è compiuta!

A. V. lasicilia

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