Scissionisti separati in casa. Il Cav punta su Musumeci

Scissionisti separati in casa. <strong>Il Cav punta su Musumeci</strong>

Separati in casa fino a quando non avverrà il divorzio. Che è ineluttabile. La creazione di gruppi del Ncd, dopo quelli di Camera e Senato, è stata annunciata dal capo del movimento, Alfano, che sabato prossimo incontrerà a Roma i quadri dirigenti che non hanno partecipato al consiglio nazionale che ha sancito il ritorno di Forza Italia, e poi deputati, senatori, consiglieri regionali e comunali di tutta Italia.

Nello MusumeciPer sabato 7 dicembre, sempre a Roma, Alfano ha convocato l’assemblea nazionale di Ncd nel corso della quale sarà presentato il simbolo del nuovo partito.

Il gruppo parlamentare all’Ars, riunito da D’Asero, martedì ha deciso di rinviare la scissione. «Il distacco non può essere automatico – ha rilevato D’Asero – né telecomandato. Ci rivedremo fra qualche giorno, fermo restando che dovremo evitare di disperdere quella coesione politica che finora abbiamo dimostrato di possedere». Al Ncd aderiranno certamente, oltre D’Asero, Fontana, Germanà, Alongi, Vinciullo e Cascio; Pogliese, Assenza, Falcone e Milazzo a Forza Italia. Al rinato partito berlusconiano dovrebbero iscriversi anche Grasso e Lantieri di Gs, Cordaro e Clemente del Cantiere popolare.

Adesioni che potrebbero aumentare ancora. Ma tutto dipenderà dal progetto, portato avanti da La Russa (Fd’I), di rimettere insieme partiti e movimenti della diapora di An. Infatti, Berlusconi avrebbe proposto al capo de La Destra, Storace, di aderire a Forza Italia. Il colloquio telefonico è stato confermato da Musumeci: «Noi stiamo lavorando per tentare di creare un soggetto politico di destra unitario. Se questo obiettivo non dovesse essere raggiunto, allora apriremo interlocuzioni nell’ambito del centrodestra».

Anche il vicepresidente dell’Ars, Pogliese, è attratto dal progetto di riunificazione della destra. Ma facendo parte del gruppo parlamentare del Pdl sarà costretto, fra qualche giorno, a decidere: «Non avrei mai immaginato – ha dichiarato Pogliese – di ritrovarmi dinnanzi alla frattura del Pdl e alla nascita di Forza Italia, ma se l’alternativa è tra un percorso neo-centrista e la coerenza di un progetto politico, non posso avere alcun dubbio: scelgo di rimanere nel mio partito e con la gente con la quale ho sempre fatto politica, resto in Forza Italia. Anche se non ho remore ad ammettere che il nome Forza Italia non mi scalda il cuore e, se fossimo ancora nel ‘94, sceglierei An».

Insomma, il cuore di Pogliese continua a battere a destra. Come quello di Formica, eletto nel Pdl, ma capogruppo – in prestito – del Gruppo Musumeci all’Ars. Pure Formica spera in un ritorno di An dove, però, ancora le divisioni sono notevoli, anche a causa del patrimonio lasciato in eredità dal vecchio Msi di Almirante. «In ogni caso – ha detto Formica – sono vicino a Forza Italia e a Berlusconi».

Altro gruppo parlamentare che, per il momento, rimane unito è quello dell’Mpa-Pds. Il movimento lombardiano alle elezioni politiche di febbraio era alleato del Pdl. Ora che il Pdl non c’è più, viene meno anche il patto di alleanza. All’Ars il gruppo Mpa-Pds è composto di otto deputati. «Restiamo uniti – ha commentato il capogruppo Di Mauro – in attesa di conoscere come si evolverà la situazione politica».

Il capogruppo al Comune di Palermo, Figuccia, ha già fatto trapelare che aderirà a Forza Italia. Lo seguirà il figlio, Vincenzo, deputato all’Ars dell’Mpa-Pds?

 

Lillo Miceli LaS.

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