Lotta alla mafia. La “società civile” vicina a Di Matteo

<strong>Lotta alla mafia</strong>. La “società civile” vicina a Di Matteo

«Mai più accordi tra Stato e mafia». Dietro a questo striscione hanno sfilato i partecipanti alla manifestazione, che si è snodata in corteo da piazza Politeama fino al Tribunale, organizzata per solidarizzare con i magistrati della “trattativa”.

Palermo_Corteo_MagistratiA supportare l’iniziativa sono stati una cinquantina tra partiti, movimenti, sindacati, associazioni (come Addiopizzo, Libera, Agende rosse, Antimafia 2000), che sono voluti scendere in piazza (una piccola iniziativa si è svolta pure a Milano) per chiedere risposte alle istituzioni sulle minacce ai magistrati e più sicurezza per i testimoni di giustizia.

Un’ideale prosecuzione dell’iniziativa dello scorso 18 novembre a sostegno del pm Nino Di Matteo, che non è stata smorzata neanche dalla visita di alcuni esponenti del Csm al Tribunale.

“Teniamo l’attenzione alta – afferma Simone Cappellani, Agende rosse – su tutti i magistrati di Palermo e Caltanissetta. Ancora lo Stato non ha assegnato il bomb jammer a Di Matteo, nonostante le disposizioni ministeriali, e la visita del Csm in città è una presa in giro. Speriamo che arrivi rapidamente l’assoluzione nel procedimento disciplinare a suo carico, altrimenti questa solidarietà vuota rimarrebbe una passerella”. La pensa diversamente Pippo Russo, del movimento “Io mi arruolo”: “E’ un inizio di inversione di tendenza. Visto che si respira aria d’isolamento, qualsiasi segnale in controtendenza è benvenuto”.

I manifestanti, tra slogan a sostegno di Di Matteo (e della magistratura tutta) e cartelli sul “risveglio delle coscienze prima delle autobombe”, hanno ribadito che è necessaria una resa di posizione chiara e netta da parte della politica e delle istituzioni. C’è invece chi la politica l’accusa, ovvero Antonio Ingroia. «Il pericolo numero uno – osserva l’ex pm – è la mafia dei colletti bianchi, protetta dalla politica. Per fare un passo avanti bisognerebbe cacciare dalle istituzioni i responsabili della trattativa».

«Ringrazio le associazioni e i cittadini, gli studenti e gli operai presenti che evidentemente hanno sete di verità e giustizia, sono loro lo stimoli migliore per andare avanti, tutto il resto non conta. Noi cercheremo di continuare a fare il nostro dovere consapevoli che il nostro é un ruolo di servizio. Queste manifestazioni spontanee sono importanti anche più dei silenzi», ha detto Di Matteo, incontrando i manifestanti. m.g.

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