Cantine Settesoli e il Progetto Avigere: Le nuove frontiere della viticoltura di precisione

Cantine Settesoli e il Progetto Avigere: Le nuove frontiere della viticoltura di precisione

Controllo satellitare, sensori wireless, mappatura tematica, gestione informatizzata dei vigneti consentono “interventi ad hoc” per ogni singola vite con riduzione dei costi di produzione e dell’impatto ambientale.

Cantine Settesoli ha sposato il triennale Progetto Avigere, promosso dall’Istituto Regionale del Vino e dell’Olio (Irvo) in collaborazione con i Dipartimenti di Ingegneria e di Agraria dell’Università di Palermo. Nato nel 2011, Avigere è un progetto di applicazione della viticoltura di precisione (VP) con lo scopo di ottimizzare la gestione dei vigneti grazie al progresso tecnologico, garantendo il risparmio energetico e la sostenibilità del territorio.

Mappa di vigore grecanico
Mappa di vigore grecanico

Il grande traguardo della viticoltura di precisione, infatti, è quello di coniugare le attività di ricerca del settore dell’Information and Communication Technology (come GPS, GIS, Remote Sensing e Proximal Sensing) all’agricoltura e rendere perciò possibile una viticoltura più razionale, fortemente fondata sulla sostenibilità di filiera e sulla valorizzazione dei singoli terroir.

È risaputo che all’interno del medesimo vigneto si trovano aree contraddistinte da caratteristiche differenti: diversa composizione del terreno, valori di umidità, diversa illuminazione, ecc.
A queste diversità ovviamente le piante rispondono con stati di espressione fisiologica propri.

La VP, con la gestione informatizzata dei vigneti, permette di raccogliere tutte le informazioni necessarie ad agronomi ed enologi per conoscere lo stato di salute, il vigore vegetativo e tutte le necessità fisiologiche delle viti, controllare i processi di maturazione e quindi di programmare la vendemmia e la destinazione enologica delle uve a seconda della provenienza.
L’acquisizione di dati raccolti con sistemi di monitoraggio da vicino – mediante l’uso di appositi sensori tra le vigne – o da lontano – da un aeromobile, un drone o un satellite spaziale – ha permesso di produrre delle mappe tematiche georeferenziate indicative dello stato vegetativo di alcuni vigneti “guida”.

I dati possono essere elaborati in diverse maniere. Le mappe tematiche – o mappe di vigore – possono infatti analizzare le caratteristiche più svariate, a seconda dell’interesse del viticoltore (antociani, zuccheri, polifenoli etc.) e possono essere quindi utilizzate per effettuare scelte vendemmiali e compiere operazioni colturali mirate e non generalizzate su tutto il vigneto.
Praticare la viticoltura di precisione, difatti, oltre a ridurre i costi di produzione e generare conseguentemente un incremento del profitto, ha effetti positivi sull’ambiente grazie al minore impiego di fitofarmaci e un’ottimizzazione dell’utilizzo delle acque.

Il Progetto Avigere oltre ad essere stato un’importante occasione di formazione del personale tecnico, ha permesso l’installazione di una rete Wsn (Wireless sensor network) nei vigneti, per raccogliere i principali dati meteo (temperatura, umidità, pioggia).
Tutte le informazioni acquisite, dai dati Wsn alla cartografia digitale, dalle mappe tematiche ai modelli applicativi di gestione dei vigneti, formano il SIT (Sistema informativo territoriale) che i tecnici utilizzano per la gestione dei vigneti e di un WebGis per la diffusione attraverso la piattaforma internet delle conoscenze acquisite.

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