Infrastrutture. Provincia di Agrigento, Ss 640 proseguono spediti i lavori di adeguamento

<strong>Infrastrutture</strong>. Provincia di Agrigento, Ss 640 proseguono spediti i lavori di adeguamento

Last updated on Ottobre 2nd, 2012 at 12:28 pm

Infrastrutture

Fra un anno la provincia di Agrigento avrà un’autostrada. Sono in corso infatti i lavori di ammodernamento a quattro corsie della strada statale 640 «Agrigento- Caltanissetta» i cui lavori sono realizzati dal contraente generale, la Empedocle S.c.p.A. (raggruppamento temporaneo di imprese tra Cmc di Ravenna, Ccc e Tecnis).
Trentaquattro chilometri di strada a quattro corsie che collegherà la città della valle dei templi con Caltanissetta.
Dal marzo del 2009, da quando cioè sono iniziati i lavori, le ditte che si occupano dei cantieri hanno lavorato a buon ritmo per arrivare a concludere le fasi del primo lotto nei tempi stabiliti; e soprattutto – come tiene ad evidenziare Pierfrancesco Paglini, project manager della Empedocle – per consegnare a questo territorio una strada degna, a tutti quei automobilisti che attraverseranno il cuore della Sicilia.
Ad oggi più di 11 i chilometri realizzati ed aperti al traffico, mentre 18 sono i chilometri di strade complanari che poi rimarranno ai Comuni di competenza.
Prende piede quindi la nuova strada che collega, dal km. 9+800 al km 44+400, le province di Agrigento e Caltanissetta. Più di seicento operai e 25 le imprese coinvolte. La nuova 640 è una strada a quattro corsie i cui lavori di costruzione sono importanti anche per le tecnologie utilizzate soprattutto per ciò che riguarda i ponti: l’opera prevede infatti 26 viadotti, 2 gallerie e 8 svincoli.
Tra questi il viadotto Serra Cazzola, tra Canicattì e Racalmuto. Un vero e proprio prototipo, unico in tutt’Europa. E’ composto di 12 campate per una lunghezza totale di 980 metri. L’impalcato è costituito da due travi metalliche ad intradosso variabile con soletta collaborante in cemento armato. Dopo che sono state ultimate le undici pile nella valle ed alcune pile provvisorie, l’impalcato metallico viene assemblato a segmenti nelle apposite grandi aree di cantiere situate nelle zone dietro le spalle e spinto verso il centro della valle tramite un sofisticato sistema di sollevamento e spinta sincronizzata. Ed ecco la particolarità, che lo rende unico nel suo genere: vengono spinti complessivamente due pezzi di impalcato metallico a sezione variabile di 500 m circa, il primo sul lato Agrigento e il secondo lato Caltanissetta.
Questo viadotto in effetti ha interessato gruppi di studenti universitari di Messina e di Palermo che hanno studiato le tecniche utilizzate, seguiti dal docente universitario di Ancona Luigino Dezi.
La strada statale 640 attraversa i territori di quattro comuni della provincia: Agrigento, Favara, Racalmuto e Canicattì. E le amministrazioni di questi comuni recentemente hanno evidenziato l’importanza del raddoppio non solo per la sicurezza alla viabilità, ma per accelerare il «percorso» dei prodotti agricoli e facilitare l’arrivo dei turisti che arrivano non solo per i templi, ma interessati alle zone letterarie dove sono nati Pirandello, Sciascia e Camilleri. Attenzione, quest’ultima, evidenziata in particolar modo dal sindaco di Agrigento Marco Zambuto. Ma anche dal collega di Canicattì Vincenzo Corbo che, per ciò che riguarda il territorio di sua competenza, ha proposto di dedicare un tratto della nuova 640 ai giudici canicattinesi Rosario Livatino e Antonino Saetta, uccisi dalla mafia a distanza di pochi anni proprio sull’asfalto di questa strada.
Naturalmente durante i lavori ci sono alcune disagi, soprattutto per gli automobilisti. Domenica scorsa, per esempio, è stato chiuso il tratto che va dal bivio Canicattì nord a quello di Canicattì sud. Cinque chilometri chiusi che per venti giorni confluiranno il traffico lungo la variante di Canicattì, lungo la SS 122, la SS 410 di Naro e in parte all’interno del centro abitato della città dell’uva Italia.
Buone notizie anche per il secondo maxilotto della superstrada, tra il km 44 e lo svincolo di Imera, già appaltato e costituito dal tratto dell’ammodernamento della statale per un totale di 28,2 km. La nuova infrastruttura ricade nel territorio provinciale di Caltanissetta e, solo per l’ultimo tratto, in quello di Enna. Sarà realizzato sia in variante, rispetto all’esistente, che come adeguamento della sede stradale. L’intervento prevede l’ammodernamento dell’attuale strada statale 640 di “Porto Empedocle” che al termine dei lavori sarà percorribile su quattro corsie, due per sensi di marcia.
Sono previsti sei svincoli, in adeguamento a quelli già esistenti, che collegano il territorio alla nuova arteria stradale grazie ad una estesa rete complementare necessaria per la riconnessione alla viabilità esistente e di accesso a tutti gli insediamenti di tipo residenziale e produttivo. Notevoli sono in fine le opere d’arte che comprendono, solo sull’asse principale, 13 viadotti, 5 gallerie artificiali, 4 gallerie naturali e 8 cavalcavia. Tra questa la galleria “Caltanissetta” il cui metodo di scavo avviene tradizionalmente per i primi 24 metri da ambedue gli imbocchi, mentre il resto della galleria viene realizzato con scavo meccanizzato. Anche questo metodo, come quello utilizzato per il ponte Serra Cazzola, unico nel suo genere.
A lavori ultimati, nel marzo del 2016, da Agrigento facilmente si potrà percorrere il centro dell’isola fino a raggiungere la A19.
Una grande infrastruttura, insomma, che intanto dà sollievo all’economia povera di questa zona, ma soprattutto lascerà alla storia dell’agrigentino e del nisseno un’autostrada sicura. Tanto da ispirare addirittura un artista racalmutese, Calogero Enrico Di Puma, che ai lavoratori dei cantieri, alla società “Empedocle” e alla Cmc di Ravenna sta dedicando un’opera di pittura.

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