Amici-Nemici. Tevez contro Messi, il RE del calcio contro l’eore di Fuerte Apache

<strong>Amici-Nemici</strong>. Tevez contro Messi, il RE del calcio contro l’eore di Fuerte Apache

Last updated on Giugno 8th, 2015 at 11:16 am

AMICI-NEMICI. TEVEZ CONTRO MESSI, IL RE DEL CALCIO CONTRO L’EROE DI FUERTE APACHE

Manca pochissimo alla finale di Champions. Barcellona e Juventus si giocano tutto in una sfida tra due squadre protagoniste di una stagione incredibile che potrebbe culminare per entrambe con il Triplete. Quella tra Barcellona e Juventus è anche la sfida tra Carlos Tevez e Lionel Messi, i due fuoriclasse che puntano rispettivamente alla seconda e alla quarta Coppa Campioni.

x_messi_tevezMessi-Tevez, tante cose in comune: dalla patria di origine all’estro, dalla razionalità al senso del gol. Quando li vedi non staccheresti mai lo sguardo, anche se il 13 luglio 2014 solo uno dei due era al Maracanà, l’altro tifava da casa per incomprensioni con il CT Sabella.

Messi e Tevez, una sfida tra numeri 10 argentini, un numero che mette i brividi soprattutto se nasci sulla riva del Río de la Plata. Uniti dall’estro, divisi dalla fama: entrambi esaltano il pubblico facendo girare la testa agli avversari. I loro tifosi sognano, gli altri tremano. Tévez e Messi possiedono risorse individuali talmente elevate che quasi annullano ogni processo collettivo.

Ci possiamo aspettare di tutto da loro: che non tocchino un pallone durante tutta la partita e poi all’improvviso partano a cinquanta metri dalla porta, facendo tutto il campo palla al piede e lasciandosi gli avversari alle spalle.

Non hanno la fantasia di Neymar e Ronaldinho, né tantomeno il loro sorriso, ma possiedono un’ispirazione  innata, che solo gli eredi di Maradona possono avere. Raccontano gli esperti di scommesse sulla Champions League betfair che i due fenomeni sono divisi non da odio, ma da una rivalità che va oltre il campo o gli schieramenti in Nazionale o i trofei vinti in carriera. La loro contrapposizione risale a circostanze che si sono venute a creare quando erano ragazzini e stavano entrando nel mondo del pallone che conta.

Carlitos cresciuto a Fuerte Apache ha da sempre rappresentato quella parte di popolazione argentina che vive di stenti. Lui però ce l’ha fatta, ha iniziato dal Boca e con i gialloblù ha scritto la storia del club: dal 2001 al 2004 eletto miglior calciatore sudamericano per tre anni consecutivi. Con il Boca ha vinto quasi tutto quello che si poteva vincere: campionato argentino, Copa Libertadores e Coppa Intercontinentale e Copa Sudamericana nel 2004. Aveva solo vent’anni quando sbarcò in Europa: il primo amore però non lo dimentica e un giorno ci tornerà.

Dall’altra parte, invece, il folletto di Rosario, Leo Messi, il fenomeno, qualcuno dice addirittura che sia meglio di Maradona. Numeri da capogiro, eppure fino al 2004, quando aveva ben diciassette anni, nessuno in Argentina poteva dire di conoscere davvero Leo Messi. Per il popolo argentino, nonostante la pulce sia un giocatore molto più forte dell’Apache, con più successi e più riconoscimenti a livello mondiale, in termini di popolarità è ancora inferiore a Tévez. Non si può dire con certezza da cosa dipenda, forse dalle origini, forse dall’esilio o dalle alte aspettative, oancor di più dal carattere. La cosa certa è che negli ultimi dieci anni Carlitos Tevez è stato il giocatore più amato dal pubblico argentino.

Nella notte di Berlino, sarà pomeriggio in Argentina e molti seguiranno la sfida nella sfida tra i due fuoriclasse. Magari da domani nascerà un’amicizia, magari, forse, ma anche no, domani è la partita delle partite e Tevez proverà a strappare lo scettro di Re del calcio, almeno per una sera al suo connazionale imbattibile.

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