Linguaglossa. Mura pregiate di pietra lavica e il mito del castagno millenario

<strong>Linguaglossa</strong>. Mura pregiate di pietra lavica e il mito del castagno millenario

Last updated on Ottobre 2nd, 2012 at 12:57 pm

Linguaglossa

Nella radura sottostante al meraviglioso Bosco Ragabo sorge Linguaglossa, punto di transito un tempo del legname e della resina provenienti dalla Pineta e diretta agli imbarchi jonici. Resti di epoca anteriore, rinvenuti nei colli vicini, dimostrano la frequentazione di questa regione fin dall’antichità, anche se la sua vera fondazione sarebbe di epoca medievale.
Il borgo medievale più antico è quello intorno alla chiesa di S. Egidio. Il paese si distingue per un centro storico ben conservato, con numerosi vicoli profumati di gelsomino e vetusti portali (anche preesistenti il terremoto del 1693), qualche edificio barocco e l’alternanza di pietra lavica dell’Etna (basamenti, finestroni, mascheroni) e di arenaria e tufo provenienti dalle vicine alture. Ma ciò che caratterizza il centro sono i bei palazzetti tardo-ottocenteschi e Liberty che prospettano sulla via principale e sulle piazze. Così il Palazzo comunale, opera di Pietro Grassi (1907), con eleganti bifore mitrate.
Dal centro di Linguaglossa si diparte anche la strada “Mareneve” che porta verso la pineta Ragabo e verso la stazione sciistica di Piano Provenzana a 1800 m d’altitudine, un autentico gioiello appena riproposto in tutto il suo splendore dopo la devastante eruzione di una decina d’anni fa.
La pineta di Linguaglossa e Piano Provenzana sono punto d’incontro per gli appassionati dello sci alpino, sci di fondo e lo sci d’alpinismo nella stagione invernale (da ricordare, infatti, il completamento degli impianti di risalita: l’anno scorso di una modernissima seggiovia quadriposto e quest’anno di un nuovo skilift), mentre nei mesi estivi da Piano Provenzana si possono raggiungere le zone sommitali del Vulcano, con i mezzi fuoristrada della Società Star, nonché per itinerari naturali nati lungo percorsi di rara bellezza.
Linguaglossa si compiace dell’abbraccio che il vulcano ha voluto riservarle cingendolo col verde di una vegetazione mozzafiato. E’ la natura l’impareggiabile ricchezza del paese di Linguaglossa, con l’Etna che fuma in alto e lo scintillio dello Ionio in basso.
Tornando in paese, da non perdere a Linguaglossa la visita del museo «Francesco Messina», sezione staccata del Museo regionale di arte moderna e contemporanea di Palermo, con sede nella ex casa del Fascio di piazza Annunziata. Presso la Pro Loco è possibile visitare tutto l’anno il Museo etnografico e mostre inerenti al paese.
Fra le bontà culinarie, infine, una citazione particolare meritano le salsicce al ceppo con finocchio selvatico o con l’aggiunta di prodotti tipici dei dintorni (provola di Maniace, pomodorini di Pachino, pistacchio di Bronte). Il vino, come in altri paesi della Sicilia orientale, è una bontà speciale da queste parti; forte e caldo come il Vulcano sulle cui pendici sorgono i vigneti.
Fra le altre «dolcezze» della tavola ecco le paste di mandorla (anche aromatizzate all’arancia), di nocciola o di pistacchio i “mastazzoli” (“mostaccioli”), le granite e i torroncini. Insomma, esistono più validi motivi per preferire una passeggiata a Linguaglossa.

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