Il Pd litiga sul capogruppo all’Ars. Crocetta: “Io sono stato leale”

Il Pd litiga sul capogruppo all’Ars. Crocetta: “Io sono stato leale”

Chi sperava che con la formazione della nuova Giunta regionale, la quarta dell’era Crocetta, finalmente si potessero avviare a soluzione i problemi più urgenti della Sicilia, sarà certamente deluso.

La nomina di Lantieri (Sicilia democratica) ad assessore della Funzione pubblica e delle Autonomie locali, ha mandato a gambe all’aria il fragile accordo raggiunto tra i partiti della maggioranza. Sulla coalizione ha pesato lo scontro di potere all’interno del Pd: i “renziani”, da un lato, e i “cuperliani” e i “giovani turchi”, dall’altro, si contendono la carica di capogruppo all’Ars.

I quattro assessori dell’area “renziana” (Baccei, Contrafatto, Barbagallo e Gucciardi), più Croce di Sicilia futura, hanno partecipato ieri ai lavori della Giunta, ma solo per approvare l’iscrizione in Bilancio di cinquanta milioni derivanti dalla delibera che il Cipe ha approvato nei giorni scorsi liberandone circa ottocento del Fondo sociale e coesione spettanti alla Sicilia.

La situazione politica regionale, dunque, continua a essere piuttosto complicata. Il governatore, Crocetta, aveva diffuso in mattinata una lunga dichiarazione, sostenendo che “nella formazione del governo ho rispettato con grande lealtà gli accordi sottoscritti con i partiti e movimenti della maggioranza. Il Pd ha avuto una rappresentanza notevolmente più forte (sei assessori) rispetto quanto previsto nel patto originario. Anche Sicilia futura ha avuto il riconoscimento di un assessorato strategico, quello del Territorio e Ambiente; le forze minori del centrosinistra il riconoscimento di un assessore “tecnico”, “essendo venuta meno nel momento in cui Fiumefreddo, che non finirò mai di ringraziare per la lealtà dimostrata, ha ritirato la sua candidatura per consentire un allargamento della maggioranza. Ho scelto la linea della responsabilità confrontrandomi con tutti coloro che da tempo chiedevano un governo politico. L’ho fatto. La discussione è, pertanto, chiusa”.

Ma i fatti hanno avuto un’evoluzione diversa. I “renziani” e Croce sono andati in Giunta per consentire che vi fosse il numero legale, anche su pressioni (pare) della prefettura per evitare problemi di ordine pubblico.

Fonte de La Sicilia

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