Sicilia zona arancione: da venerdì chiusi bar e ristoranti. Musumeci attacca il governo: “decisione irragionevole”

Sicilia zona arancione: da venerdì chiusi bar e ristoranti. Musumeci attacca il governo: “decisione irragionevole”

La Sicilia è zona arancione e non servirà l’autocertificazione per uscire da casa, come nel lockdown della scorsa primavera, ma soltanto per spostamenti in altre regioni o comuni. Ma non sarà possibile entrare o uscire dalla Regione o spostarsi da un Comune all’altro, tranne che per comprovate esigenze dunque motivi di lavoro, salute e emergenze. Per entrare e uscire dalla zona arancione servirà l’autocertificazione, compilata con le generalità e il motivo dello spostamento e consegnata alle forze dell’ordine in caso di controllo. Se si tratta di un’urgenza non si deve indicare il nominativo delle persona da cui si va per motivi di privacy. E’ però consentito attraversare una zona arancione se è indispensabile per raggiungere un’area senza restrizioni. All’interno della zona arancione, sarà vietato spostarsi da un comune all’altro. Anche in questo caso però sono ammessi gli spostamenti per comprovate esigenze di lavoro, studio, salute. In zona arancione, scattano altri divieti per bar e ristoranti. Se finora a pranzo potevano restare aperti, adesso scatta la chiusura.

Modulo di autodichiarazione

DPCM 3 NOVEMBRE 2020 >> SCARICA IL TESTO IN PDF

“Sono sospese – si legge nel provvedimento – le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie), ad esclusione delle mense e del catering continuativo”. Resta “salvo” però il domicilio mentre si potrà comprare cibo da asporto fino alle 22 con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze.

“Restano comunque aperti – chiarisce il Dpcm – gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situate lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti, con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro”.

Palestre e piscine restano chiuse, ma è ancora possibile fare attività individuale all’aperto nel rispetto del distanziamento. Salvi però i centri sportivi. Restano aperti parrucchieri, barbieri ed estetisti. Così come per le zone gialle, anche in quelle di colore arancione c’è il coprifuoco alle ore 22.

Autobus e mezzi di trasporto dovranno essere occupati al 50%. La didattica a distanza è estesa a tutte le classi delle scuole superiori (fatta eccezione per gli studenti disabili con attività di laboratorio). Mentre alle elementari e alle medie è prevista l’attività in presenza con mascherina. I musei sono chiusi e sono sospesi tutti i concorsi.

Nei fine settimana sono chiusi anche i centri commerciali.

“La scelta del governo nazionale di relegare la Sicilia a “zona arancione” appare assurda e irragionevole. L’ho detto e ripetuto stasera al ministro della Salute Speranza, che ha voluto adottare la grave decisione senza alcuna preventiva intesa con la Regione e al di fuori di ogni legittima spiegazione scientifica”.

Lo dice il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, commentando l’inserimento dell’Isola nella “zona arancione”.

“Un dato per tutti – prosegue – oggi la Campania ha avuto oltre quattromila nuovi positivi; la Sicilia poco più di mille. La Campania ha quasi 55 mila positivi, la Sicilia 18 mila. Vogliamo parlare del Lazio? Ricovera oggi 2.317 positivi a fronte dei 1.100 siciliani, con 217 in terapia intensiva a fronte dei nostri 148. Eppure, Campania e Lazio sono assegnate a “zona gialla”. Perchè questa spasmodica voglia di colpire anzitempo centinaia di migliaia di imprese siciliane? Al governo Conte chiediamo di modificare il provvedimento, perchè ingiusto e ingiustificato. Le furbizie non pagano”.

 

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